1. Abramo

La storia inizia con un piccolo riassunto della vita del Profeta Abramo (Ibrahim psl).
Il profeta Abramo (Ibrahim, pace su di lui) è considerato tra i cinque profeti più grandi secondo l’Islam. Figlio di Târah (Âzer) e Erfahşed della tribù di Harran è nato nel villaggio Kusa che si trova tra Kufe e Basra. Secondi fonti islamiche Abramo è vissuto circa 2000 anni prima di Gesù (psl).
Abramo era nato con l’ispirazione dell’unico Dio e sin da piccolo rifiutava di accettare la realtà pagana della tribù in cui viveva. Il sangue profetico che scorreva nelle sue vene lo induceva nella ricerca della verità. Azar, suo padre, fabbricava idoli e mandava i suoi figli a venderli al mercato. Abramo, contrario al compito assegnato dal padre, trascinava gli idoli dietro di se fino al mercato dove invitava le persone a comprare dicendo: “Chi vuole questi idoli che non possono fare ne bene ne male?”. Di fronte a quest’atteggiamento nessuno comprava gli idoli da Abramo mentre i suoi fratelli li vendevano tutti. Egli spesso osservava il cielo per trovare Dio cercandolo nella brillantezza delle stelle, nella grandezza della luna e del sole. Al tramontare dei quali egli diceva: “Non amo quelli che tramontano”. (Al-An’am, 74).
La ricerca d’Abramo fini con l’apparizione dell’Arcangelo Gabriele, mandato da Dio, che gli insegnò la religione e gli rivelò il compito assegnatogli come profeta del suo popolo che da generazioni adorava gli idoli.
Abramo iniziò la sua predicazione cosciente che il compito non sarebbe stato facile di fronte ad un popolo fanatico della tradizione degli avi. Il messaggio di Abramo era considerato dal popolo come un’offesa ai loro dei e al re stesso che si considerava come “Dio” in terra. Considerato un uomo pericoloso fu condannato a morte come ci raccontano i seguenti versetti:

68. “Dissero: “Bruciatelo e andate in aiuto dei vostri dei se siete [in grado] di farlo”.
69. Dicemmo: “Fuoco, sii frescura e pacifico per Abramo”.
70. Tramarono contro di lui, ma facemmo sì che fossero loro i perdenti.
71. Salvammo lui e Lot e [li guidammo] verso una terra che colmammo di benedizione per i popoli. (Surat 68:71).

Esiliati dalla loro terra, Abramo e Lot (figlio di uno dei fratelli) emigrarono verso Damasco. Insieme a loro c’erano anche un gruppo di persone che avevano creduto in Abramo. Tra queste persone si trovava anche una ragazza di nome Sara che presto, per ordine divino, sarebbe diventata sua moglie. Abramo si sposò all’età di 37 anni. Prima d’oltrepassare il fiume Eufrate si fermarono nella valle di Harran dove, il padre di Abramo, Târah (Âzer) mori. Subito dopo partirono per destinazione Kenan ma per via della carestia si dovettero fermare. Dopo non molto tempo, si rimisero in viaggio ma questa volta verso l’Egitto che all’epoca era governato dal faraone Totis. Però neanche l’Egitto era destinato a essere la loro casa. Furono cacciati dal faraone il quale gli diede una serva di nome Agar per affrontare il viaggio. Il loro viaggio finì a Katt (Kett) che si trova in Palestina tra Gerusalemme e Remle. Dieci anni dopo aver lasciato Egitto, Sara propone ad Abramo il matrimonio con Agar questo perché lei non era ancora riuscita a dargli un figlio. Erano passati 20 anni da quanto si erano stabiliti a Katt, la casa era prospera di animali e beni, ma Abramo non aveva ancora un figlio da nessuna delle mogli e questo lo rattristava tanto. Passato gli ottanta anni pregò Dio perché potesse avere un figlio che portasse avanti la sua generazione. All’età di ottantasei anni ebbe il primo figlio da Agar, Ismaele.
Quando Ismaele aveva due anni, Dio ordinò ad Abramo di portare Agar e il piccolo Ismaele nell’immenso deserto a nord della penisola Araba, dove attualmente di trova la città di Mecca. L’arcangelo Gabriele gli indicò il punto in cui si dovevano fermare Agar e il figlio e trasmette ad Abramo l’ordine di Dio di tornare indietro cosa che lui fece. Agar, rimasta sola per prima cosa inizio a cercare dell’acqua per il bambino. In preda al panico, la donna corse sette volte da un punto all’altro, finché alla fine della settima corsa, stremata, sedette a riposare su una roccia (Oggi per ricordare quest’evento, i pellegrini corrono per sette volte tra le colline di Safa e Marwah). In quel momento gli apparve l’arcangelo Gabriele, che le ordinò di alzarsi e di sollevare il fanciullo. Le annunciò che Dio avrebbe creato, per mezzo di Ismaele, una grande nazione. Quando riaprì gli occhi, Agar vide una sorgente d’acqua scaturire dalla sabbia proprio nel punto in cui il tallone del bambino aveva premuto il terreno.
Da allora la valle divenne luogo di sosta per le carovane che percorrevano il deserto, poiché l’acqua era buona e abbondante: il pozzo prese il nome di Zam Zam.