15. I Sahabah: compagni del Profeta (psl)

I Sahabah sono i 4 Califfi ben guidati:
1. Abu Bakr (dal 632 al 634) morto a 63 anni
2. Omar (dal 634 al 644) ucciso
3. Uthman (dal 644 al 656) ucciso
4. Ali (dal 656 al 659)

Abu Bakr fu il primo dei ben guidati.
Questo è il discorso di Abu Bakr tenne dopo la sua elezione: “O popolo! Giuro su Iddio che non ho mai sognato quest’incarico né di giorno né di notte, né ho mai avuto per esso qualche predisposizione. Voi avete posto sulle mie spalle un compito molto gravoso il cui compimento è molto superiore alle mie forze, a meno che l’Onnipotente non venga in mio soccorso. Sono stato eletto vostro capo, anche se non sono il migliore tra voi. Aiutatemi se sarò nel giusto, correggetemi se sbaglierò. I deboli tra voi, siano forti con me, finché non avranno ottenuto i loro diritti; i forti tra voi siano deboli con me finché non avrò ottenuto da loro ciò che gli è dovuto. Obbeditemi finché io obbedirò a Iddio e al suo Profeta, quando dovessi disobbedire a lui o al suo Profeta, allora non obbeditemi più”.
Abu Bakr era un uomo equilibrato, onesto e leale, padre della giovane Aisha, seconda moglie del Profeta. Era nominato “Al-Saddìq” ovvero “Il Veridico”. Un giorno andò in giardino e vide un uccello che cinguettava, lui cominciò a piangere tanto e disse: “O uccello, come sei fortunato! Mangi, bevi, voli all’ombra degli alberi e non temi la resa dei conti nel Giorno del Giudizio, vorrei proprio essere come te”.
Abu Bakr, temeva Allah egli era un vero credente sottomesso a Dio.
Morì a 63 anni subito dopo la vittoria nella battaglia di Agnadayn. Era il miglior compagno del Profeta (psl) che amava molto. È stato il primo uomo a convertirsi.
Il Profeta Muhammad (psl) disse: “Il nome di Abu Bakr sarà chiamato da tutte le porte del Paradiso ed egli sarà il primo della mia comunità a entrarvi”.

Omar fu il secondo dei ben guidati.
Omar ibn Al-Khattàb nominato “Amìr al Muminìn” ovvero “Principe dei credenti” era contro il Profeta, appena venne a sapere che sua sorella e il cognato si erano convertiti all’Islam, s’infuriò e andò verso casa.
Quando arrivò sua sorella Khabab stava recitando la Surat “Ta-ha” N°20, sentendo arrivare Omar, si nascose. Omar aggredì il cognato, ferì la sorella che cercò di difenderlo e gli disse con tono di sfida: “Siamo diventati musulmani, puoi fare quello che vuoi”, il sangue colò dalla testa, Omar vedendola in quello stato e sentendo quelle parole si pentì e disse: “Leggimi quello che stavate recitando”. Omar (che Dio sia compiaciuto di lui) dopo essersi lavato lesse la Surat e disse: “Quanta bellezza e nobiltà in queste parole”,
Khabab uscì e disse: “Omar, spero che Allah ti abbia prescelto per la preghiera” e lui si convertì.
Omar prese il posto di Abu Bakr e governò per 10 anni, dal 634 al 644, l’anno in cui fu ucciso. Il Profeta Muhammad ha detto: “Se dopo di me ci fosse stato un altro Profeta, quell’uomo sarebbe stato Omar”, naturalmente dopo il Sigillo dei Profeti non ci furono altri profeti.
Un giorno Omar vide una donna e gli chiese: “Perché piangono questi bambini?”, la donna rispose “Perché hanno fame”.
Omar tornò subito in città e riempì un sacco con farina, datteri, vestiti e soldi e ordinò di farselo caricare sulle spalle per portarlo ai bambini bisognosi.
Un Sahabah gli disse: “No Amir al Muminìn, cosa fai, io porterò questo sacco”,
ma Omar (che Dio sia compiaciuto di lui) non volle e disse: “Come, porterai tu il mio carico nel Giorno del Giudizio? Io devo portare questa borsa perché a me verrà chiesto nell’Aldilà di questa donna madre dei bambini”.
Omar giunse alla casa dei bambini, consegnò il sacco e servì il cibo alla famiglia. La donna non sapendo che fosse Omar disse: “Che Dio ti ricompensi per la tua gentilezza! In verità tu meriteresti di prendere il posto del Califfo Omar”.
Omar quando guidava la preghiera a volte piangeva talmente tanto che il suo pianto si sentiva fino alle ultime file, piangeva soprattutto quando recitava la Sura “Al Kahaf-La Caverna N°18”, “Ta-Ha N°20” e soprattutto “Yusuf-Giuseppe N°12”. Piangeva talmente tanto che a volte cadeva per terra e si ammalava. Questo era il vero timore dei Sahabah, compagni del Profeta (psl).
Omar, il cui solo nome faceva paura ai miscredenti, aveva paura solo di Dio. Una volta quando scoprì che il latte che stava bevendo era dei cammelli della Zakah (elemosina), si mise le dita in gola e vomitò tutto quello che aveva ingerito. Non poteva nutrirsi di cose haràm (illecite).
Ecco il discorso di Omar il giorno della sua elezione:

“O popolo! Voi avete dei diritti su di me, che potete sempre reclamare.
Uno dei vostri diritti è che se qualcuno di voi viene da me con una lagnanza, andrà via solo dopo che la sua lagnanza abbia avuto soddisfazione.
Un altro vostro diritto è che esigiate che io non prenda nulla che non mi spetti dall’entrata dello stato o dai bottini di guerra.
Potete anche esigere che aumenti le vostre paghe e i vostri salari quando nelle casse del tesoro entri più denaro
e che rafforzi le frontiere e non vi esponga a rischi, è anche vostro diritto che se dovete andare in guerra io non v’impedisca di tornare a casa, e mentre voi siete lontani a combattere io mi prenda cura delle vostre famiglie come un padre”.

Omar era di un carattere forte e deciso, sua figlia Hafsah sposò il Profeta (psl). Il Califfo si rifiutò di pregare in una chiesa per rispetto ai cristiani, perché se vi avesse pregato, un giorno i musulmani sapendo che vi aveva pregato Omar, l’avrebbero tolta ai cristiani. Baciò alla Mecca la pietra nera dicendo: “So che tu sei una pietra, e non sei né d’utilità né di danno; e se non avessi visto l’Inviato di Allah che ti baciava, non lo farei”.
Con lui molti si convertirono.
Lo ammazzarono.
È stato per molto tempo giudice dell’Islam e conosceva molto bene il Corano.

Uthman fu il terzo dei ben guidati.
Uthman diventò Califfo nel 644, fu il terzo (che Dio sia compiaciuto di lui). Con lui si decise di mettere per iscritto il Corano, poiché molti che lo conoscevano oralmente erano morti in battaglia.
Uthman veniva da una famiglia aristocratica della Mecca degli Omayyadi. Era un uomo di sincera pietà e personale rettitudine ma privo dell’energia di Omar. Infatti, al contrario di Omar, durante il suo califfato il numero di convertiti fu inferiore. Sposò le due figlie del Profeta: Ruqayya e Umm Kulthum. Fu assassinato nel 656, si dice, in condizioni non del tutto chiare, secondo alcune fonti fu sgozzato da ebrei convertiti all’Islam per interesse, privi di sincerità, furono cosi degli “Munafikìn” ipocriti. Uthman sapeva che stavano organizzando il suo assassinio, ma lui non ha impedito in nessun modo la sua uccisione.

Alì fu il quarto dei ben guidati.
Ali (che Dio sia compiaciuto di lui) fu Califfo, dal 656 al 659. Era stato uno dei primissimi musulmani, era cugino del Profeta (psl) e sposando la figlia Fatima dalla quale ebbe Hasan e Husayn divenne anche suo genero. Ali disse del Profeta (psl): “Giuro per Dio, che l’Inviato di Dio (psl) era a noi più caro delle nostre ricchezze, dei nostri bambini e delle nostre madri ed era da noi amato più di una bevuta di acqua fredda in un momento di sete insopportabile”.
Ali diventò Califfo nel 35° anno dell’Egira nel 656 e fu assassinato davanti alla moschea di Cufa tre anni dopo da un kharigita. Nel 660 ci fu la scissione dei musulmani, da una parte i sunniti, dall’altra gli sciiti, che rifiutarono di riconoscere come Califfo Uthman poiché volevano Ali al suo posto. Questa divisione non è religiosa ma politica. Da allora l’ortodossia musulmana si dichiara sunnita, il 90 per cento sono fedeli alla sunna del Profeta (psl).
Sciita viene dall’arabo “Shi’a” in italiano “Partito”, cioè del partito di Ali.
La tragedia di Kerbela è ricordata tutti gli anni dai musulmani in tutto il mondo, perché divise la comunità in due gruppi: sunniti e sciiti. Durante il trentennio dei califfi ben guidati l’Islam si diffuse nel modo intero.
Qady Iyyad scrisse sugli sciiti: “Se noi affermiamo di imitare e onorare l’inviato di Dio (saws), dobbiamo anche rispettare i suoi Sahabah (Compagni). Da musulmani dobbiamo riconoscere che siamo loro debitori, seguire il loro esempio e chiedere perdono a Dio per loro. Non c’è dubbio che tra loro ci furono differenze d’opinione ma noi non abbiamo alcun diritto di fare dei commenti. Dobbiamo stare attenti ai commenti fatti dagli sciiti, innovatori in campo religioso e storici prevenuti, spinti dalla perversa volontà di calunniare alcuni Sahabah o di mancare di rispetto verso gli altri, non dobbiamo mai dubitare della sincerità e dell’onestà dei Sahabah”.
Lo stesso Profeta (saws) disse: “Seguite Abu Bakr e Omar quando io non sarò più con voi. I miei Sahabah sono come le stelle, se vi lascerete guidare da loro sarete sulla strada giusta. Guardatevi dal mancare di riguardo verso i miei Sahabah e che non siano presi da voi a bersaglio dopo di me. Chi li ama è come se amasse me e chi li odia è come se odiasse me. Chi li infastidisce è come se mi avesse infastidito e chi m’infastidisce è come se avesse infastidito Dio e chi infastidisce Dio, Egli lo castigherà a breve. Dopo i Profeti, Dio ha dato la Sua preferenza ai miei Sahabah su tutta la creazione, inoltre ha preferito quattro dei miei Sahabah su tutti loro; essi sono: Abu Bakr, Omar, Utham e Ali”.

Ha detto Ayyub Shakhtiany:
Chi ama Abu Bakr, pone le fondamenta della sua fede.
Chi ama Omar sarà ben guidato sulla Retta Via.
Chi ama Uthman viene illuminato dalla luce di Dio.
Chi ama Ali si tiene saldo alla corda di Dio.

Chi onora i Sahabah non può mai essere un’ipocrita o contro la Sunna. Temo che nessuna buona azione sarà accettata da Dio fino a che, nel proprio cuore, non si provi rancore nei loro confronti e non si cominci ad amarli”.
I Sahabah amavano davvero il nostro Profeta Muhammad (psl).
Zaid ibn Wathnah al momento di essere impiccato disse parole stupende sul nostro Profeta (psl).
Abu Sufian gli disse con la solita arroganza: “Ti piacerebbe tanto che Muhammad fosse ucciso al tuo posto e tu fossi rilasciato e potessi tornare a goderti la vita con la tua famiglia!”.
Zaid rispose: “Giuro per Dio, non potrei sopportare di stare con la mia famiglia sapendo che anche solo una spina stia pungendo l’inviato di Dio”.
Abù Sufian osservò: “Non c’è al mondo qualcosa di paragonabile all’amore che i compagni di Muhammad portano per lui”.
Un vero musulmano ama il Profeta Muhammad (psl) più della sua stessa vita. Qady Iyyad scrisse: “Chi ama, preferisce l’oggetto del suo amore a qualsiasi altra cosa o persona se non lo fa non è sincero amore. È fondamentale, quindi, per coloro che affermano d’amare il Profeta (psl) che essi lo seguano nelle sue parole e nelle sue azioni, che applicano i suoi ordini, rinuncino a qualsiasi cosa che non gli piaceva ed adottino il suo codice di vita (sunna) nei momenti facili ed in quelli difficili”.

Dio ha detto nel Suo Sacro Libro: “Dì (o Profeta): “Se amate Dio, seguitemi: Dio Vi amerà e perdonerà i vostri peccati. E Dio è Perdonatore e Misericordioso”. (Surat 3:31)

Secondo alcune fonti il Profeta Muhammad (psl) fu avvelenato da un’ebrea tre anni prima della sua morte. L’ebrea Zaynab figlia di Harith offrì al Profeta (psl) dell’agnello che non lo ingogliò. Il Profeta si ammalò a causa di quell’avvelenamento, e questo lo portò alla morte. Durante la vita del Profeta Muhammad (psl), gli Hadith (I detti e fatti del Profeta) venivano registrati dagli scrivani e dai suoi compagni su papiri, bastoncini di palma, cuoio ecc., oppure imparati a memoria.
Il giovane Anas, che accompagnava il Profeta (psl) notte e giorno diceva: “Questi sono i detti del Profeta che io ho annotato e che poi gli ho riletto perché correggesse i miei errori”.
I primi studiosi musulmani hanno setacciato milioni di Hadith. Al Bukhari (m. 870) raccolse 6 milioni di presunti Hadith, ma accettò come autentici solo 7275. Muslim (m.875) ne raccolse più di 3 milioni, ma ne mantenne solo 9200. Oltre Bukhari e Muslim ci sono quelli di Tirmidhi, Ibn Magahi, Abu Da’ud e Al-Nasa’i. Ma come avveniva la scelta:

1. Analisi testuale
2. Analisi biografica dei trasmettitori
3. Verifica dell’esattezza cronologica
4. Esame minuzioso di parametri linguistici e geografici
5. Autenticazione dei documenti orali e scritti.

Quindi possiamo essere sicuri al cento per cento sull’autenticità, visto il duro lavoro di selezione.
Aisha disse: “Mio padre, Abu Bakr, aveva una raccolta di 500 Hadith. Una notte notai che era molto inquieto. Si girava nel letto e non poteva dormire. Mi preoccupai e chiesi: “Stai soffrendo per qualche disturbo o per qualcosa che ti preoccupa?”.
Non rispose, rimanendo agitato per tutta la notte. Il giorno dopo mi chiamò e disse: “Portami la raccolta di Hadith che ti ho dato in custodia, Portai il libro e lui fece un fuoco e lo bruciò”.
Disse: “La raccolta conteneva molti Hadith che avevo sentito da altre persone, pensavo che se fossi morto e avessi lasciato un Hadith accettato come autentico per causa mia ma che in realtà non lo è, avrei dovuto rispondere anche per quello”.
Anche il Corano è autentico. Molte persone che avevano memorizzato il Corano persero la vita durante diverse battaglie, Omar allora si recò da Abu Bakr e disse: “Molti Huffaz (Quelli che conoscevano a memoria il Corano) sono stati uccisi. Ho paura che noi perderemo parte del Corano, se combattiamo altre battaglie e continuiamo a perdere altri Huffaz, il Corano sarà perso per sempre, per questo suggerisco che il Corano sia raccolto e preservato nella forma di un solo libro completo”.
Abu Bakr osservò: “Come posso ardire a fare qualcosa che non è stata fatta durante la vita dell’inviato di Dio?”.
Omar sollecitò Abu Bakr fino a quando lo convinse, e chiamò Zaid ibn Thabit (che Dio sia compiaciuto di lui). Come abbiamo già spiegato, Zaid ibn Thabit era il segretario principale del nostro Profeta (psl), perse il padre a 6 anni e aveva circa 11 anni quando si offrì di combattere per la battaglia di Badr, permesso naturalmente negato. Conosceva molto bene il Corano e aveva una cultura superiore alla media, egli disse: “Quando fui presentato all’Inviato di Dio lo informarono che avevo memorizzato 17 Sure del Corano. Per mettermi alla prova mi ordinò di recitarne qualcuna. Recitai la Sura Al Kahf, lui mi ricompensò con le sue parole di apprezzamento. In 15 giorni sotto richiesta del Profeta (psl) appresi l’ebraico ed in seguito cominciai a tenere per lui la corrispondenza”.
Sembra che apprese anche la lingua siriana in 17 giorni, sempre sotto richiesta del nostro Profeta (psl).
Anche Ibn Abbas memorizzò l’intero Corano da bambino, sin dall’età di 10 anni. Abdullah ibn Mas’ud disse di lui: “Ibn Abbas è il più grande esegeta del Corano”. Molti Sahabah andavano da lui per comprendere meglio il Corano. Il Profeta (psl) chiese a Dio: “O Dio, concedigli (a Ibn Abbas) la comprensione della Religione e insegnagli la spiegazione dei versetti del Corano”.
Ci sono gli Hadith Qudsi, che contengono l’espressione “Dio disse” e gli Hadith Nawawi, che trasmettono solo detti e fatti del Profeta (psl).
Jurnai (m. 816) ha detto: “Un Hadith Qudsi proviene da Allah per quanto riguarda il significato, quanto all’espressione verbale, essa proviene dall’Inviato di Allah e ciò che Allah, sia egli esaltato, ha comunicato al suo Profeta attraverso la rivelazione, o in sogno, e il Profeta Muhammad, l’ha poi trasmesso con le proprie parole. Così il Corano è superiore all’Hadith, perché oltre ad essere rivelato da Allah, è letteralmente parola divina”.