Assalamou Aleykoum

 

 

ASSALAMOU ALAYKUM

Ciao a tutti, prima di tutto mi presento. Il mio nome è Catherine Ducouret, sono nata in Germania il 27 aprile del 1987, mia madre è tedesca e mio padre francese. Religione “Cristiana” battezzata in chiesa … ma all’epoca non ero né praticante né credente. Nella mia famiglia, celebriamo la Pasqua il Natale, come tante di famiglie lo fanno, per tradizione, per stare insieme intorno a un tavolo e parlare, ma senza mai parlare di Dio, tanto meno andare in chiesa. I miei genitori come i miei nonni e il resto della famiglia non sono credenti. Per me Dio nel cielo seduto sul suo trono, il Paradiso e l’Inferno, erano storie che gli esseri umani avevano inventato per rasserenarsi e trovare risposte alle loro domande. Mio padre mi diceva: “Si Dio è buono e gentile, ma se Dio esistesse veramente non ci sarebbe tanta miseria o le guerre”. O ancora: “Guarda spesso è proprio nei paesi più poveri che la religione è più sentita”. Dunque io non mi preoccupavo e non mi ponevo domande, vivevo la mia vita e questo è tutto……come si dice.

Con mio padre che credeva nella scienza, discutevamo spesso dell’Universo, dello spazio e dell’infinito, ma la cosa che mi aveva sempre intrigato era questa nozione dell’infinito. Che cos’è? Dove tutto comincia? Per noi il big bang è l’inizio, d’accordo dicevo a mio padre e chiedevo: “Si ma prima del big bang?” e mio padre rispondeva: “Sai le nozioni d’inizio e fine, il tempo lo spazio siamo noi che le abbiamo inventate per organizzare la nostra vita”, d’accordo, ma allora cosa succede dopo la morte? E lui rispondeva: “ E’ la fine della nostra vita, non ci saremo più visto che siamo solo materia…….” Quindi mi fermavo lì non chiedendomi più niente, anche se l’inizio e la fine non esistono come mio padre diceva, perché doveva esistere una fine dopo la morte? Crescendo mi chiesi: “Forse quello che siamo, la vita e tutto quello che la circonda non è il frutto dell’immaginazione o il sogno nella testa di qualcuno?”. Quando sono arrivata a Metz nel 2005 per fare i miei studi, incontrai mio marito Maguèye Sadio studente senegalese.

Quando ero piccola verso i 3 o 4 anni dicevo ai miei genitori: “Quando sarò grande mi sposerò un uomo nero” è forse stato il caso? Il caso non esiste. I miei genitori sono molto aperti ma mi dicevano: “Si un uomo nero ma non un nero musulmano………” Questo per dirvi la preoccupazione e il sospetto che avevano verso il mondo islamico, (dico avevano perché oggi non è più così o quantomeno hanno un’altra visione dell’Islam) ma questo è comprensibile, come molte persone qui a Metz hanno una visione distorta dell’Islam con tutto quello che si legge sui giornali e si sente alla radio o alla televisione.

In verità io non ho mai prestato molta attenzione a queste cose, e poi ho incontrato Maguèye in un momento dove anche lui si cercava spiritualmente. Di tanto in tanto noi parlavamo di Dio, delle religioni niente di più. Fino al giorno che lui è stato iniziato al Sufismo. Da quel giorno, mi parlava tutti i giorni sempre. Noi discutevamo sull’essere umano, sulla società, la vita, la morte etc……..Devo dirvi che all’inizio sono restata sulle mie posizioni dicevo: “D’accordo ma per me Dio non esiste”. Pian piano però più parlavamo e più le sue domande mi restavano nella testa: “Da dove vieni, chi sei, dove eri prima di nascere, dove andrai dopo la morte, che senso ha la vita sulla terra che cosa è la vera felicità” insomma tutte domande esistenziali. Le domande e le risposte che mi dava erano così logiche, non avevo mai sentito dei discorsi così. Mi parlava di tutto semplicemente, dell’essere umano, della nostra esistenza, del nostro comportamento, del Bene e del Male, dell’anima, della nostra coscienza e delle volte senza neanche pronunciare la parola “Dio”. Ma allora chi è veramente Dio? Io pure volevo sapere.

Quindi ho iniziato a interessarmi sempre di più all’argomento. In un primo momento Maguèye mi ha insegnato qualche preghiera e dei versetti del Corano. Fu così che decisi di fare la mia iniziazione. All’epoca io già lavoravo e avevo 2 settimane di vacanza nel mese di agosto, mi dissi quindi che sarebbe stata l’occasione adatta. Maguèye né parlò con Cheikh Mamadou Nadour la nostra guida spirituale che mi comprò un libro per imparare la preghiera e mi aiutò a trovare un rosario per recitare gli zikr che avevo imparato. Prima di allora non avevo aperto il Corano forse 1 o 2 volte e da un momento all’altro ho dovuto imparare a recitare i versetti in Arabo questo per dirvi che no è stato facile. L’interesse per tutto questo? Voglio dirvelo. Così feci la mia meditazione, Cheikh Mamadou Ndour mi diede gli zikr da recitare e mi pose qualche domanda per spingermi alla riflessione. La meditazione? Forse qualcuno direbbe che è una grande parola. Socrate diceva: “Conosci te stesso attraverso te stesso” poiché la meditazione, non è altro che il ritorno a se stessi, conoscendosi e di conseguenza conoscendo chi è Dio, è l’arte di riportare alla luce lo spirito”.

Gli zikr permettono d’accelerare la riflessione con il fine di aprire gli occhi nascosti, gli occhi del cuore. Come una medicina che permette d’accelerare il processo di guarigione del corpo malato, noi cerchiamo di guarire le parti malate dell’anima, come l’angoscia, la gelosia, la menzogna etc….Alcuni dicono che per mezzo della musica dimenticano le preoccupazioni della vita, noi con gli zikr ci allontaniamo dalla vita per arrivare in un’altra dimensione e guardare la vita con altri occhi. “Chi sono io?”. Caterina è il nome che mi hanno dato i genitori. Sono nata in Germania quindi sono tedesca ma anche francese questo perché mio padre è francese, ma chi è veramente Caterina? Quella che riflette, che agisce, che prova emozioni? La guida spirituale ci aiuta a intraprende il cammino della conoscenza, la Mahrifa, come il professore che aiuta l’allievo a risolvere il problema di matematica lasciando comunque all’allievo trovare la soluzione finale. Questa conoscenza, Scienza delle scienze è in ognuno di noi. Tutti gli esseri umani dovrebbero cercare questa verità in se stessi, per accedere alla vera Felicità. La meditazione mi ha permesso di scoprire gli occhi e le orecchie del cuore e di ascoltare questa piccola voce in me, per scacciare l’ego che vuole migliorare il suo comportamento, le sue azioni, il rapporto con se stesso e con gli altri. Perché molti dicono: “Se Dio fosse veramente buono, non ci sarebbe tanta miseria e guerre nel mondo”. Ma noi gli esseri umani proviamo a prendere almeno uno degli attributi di Dio e rispettarlo fino in fondo? Dio a detto che ha creato l’uomo a sua immagine, quindi noi siamo il riflesso della sua immagine e dobbiamo fare tutto per somigliargli. Ma come rappresentare una cosa o un essere che non conosciamo? La persona che non ha mai visto il mare non potrà descriverlo come quella che l’ha visto e ci si è anche immersa dentro.

Dio è in ognuno di noi, in ogni essere vivente, io, i miei genitori anche il mio cane e l’albero che è nel giardino lo rappresentano. Tocca all’uomo quindi, ed è un nostro dovere, rispettare tutti gli esseri viventi, la natura e il nostro prossimo. Le nostre differenti razze, ceti sociali o religioni professate sono la dimostrazione della nostra molteplicità e la nostra unicità. La ilaha ila lah “Non esiste altro dio che Dio”. Dio è allo stesso tempo Unico e Molteplice, Onnipresente poiché tutto lo rappresenta ed è compito dell’essere umano scegliere il suo ruolo quello cioè di fare il bene, condurre alla pace, prima di giudicare gli altri, guardiamo prima i nostri difetti, ma è osservando i difetti e i pregi degli altri che possiamo migliorare noi stessi. La vita è come un film, noi siamo attori, spettatori e realizzatori del nostro proprio film. Quindi anche il ladro recita il suo ruolo, perché una persona si fa derubare e un’altra no? Tutto come anche la legge che abbiamo creato per il ladro che dovrà finire in prigione, anche Dio ha le proprie leggi. Dio è il visibile e l’invisibile come lo spettro luminoso, l’occhio umano può solo vedere la luce bianca ma Newton a scoperto che lo spettro luminoso è composto da 7 diversi colori dominanti. Dio è tutto e in tutto c’è la sua luce alcuni la riflettono in modo raggiante altri meno. Dio è il visibile e l’invisibile. Ho letto una storia che voglio raccontarvi: “Tre mercanti di uva discutevano tra loro quale fosse la più buona, una era rossa, una verde e una gialla. Tutti dicevano che quella di loro appartenenza era la migliore e la più bella. Un passante che si trovava nelle vicinanze domandò: “Perché litigate?” Dopo aver saputo il motivo della disputa, prese l’uva di ciascuno e spremuti gli acini insieme, tolta la pelle ne bevve il succo, perché quello che conta è l’essenza del frutto, non la sua forma esterna o il colore della sua pelle. Proprio come gli ebrei, i musulmani, i cristiani che litigano sulla forma esteriore della religione, mentre il Sufi è interessato al senso più profondo, il misticismo, l’essenza, la realtà, la verità. Smettiamo di guardare l’aspetto esteriore! In un mondo dove le persone corrono dietro l’orologio d’oro, i soldi, il successo, la bellezza del corpo…… tutti sono alla ricerca della felicità. Ma quale è la vera felicità? Queste cose materiali non durano e sono illusorie sono i veli che ci impediscono di raggiungere la vera felicità. Perché la vera felicità è più vicina a noi di quanto pensiamo è in noi, nel nostro cuore. La pace interiore eterna è proprio come una casa, abbiamo bisogno di mantenere questa bellezza interiore, la purezza interiore spazzare la polvere, gli spiriti maligni e veli che ci impediscono di vedere chiaramente, a distinguere la realtà dall’illusione.

Proprio come nel buio, dobbiamo avere una torcia per illuminare la strada, vedere dove si mettono i piedi per non inciampare o cadere. Perché la strada è lunga, con molti ostacoli (le difficoltà della vita). Si deve sapere, dove si sta andando, avere uno scopo. E più la luce sarà intensa, più ci vedremo chiaro. E questa luce, questa energia viene acquisita con lo zikr, la meditazione, il nostro comportamento e le nostre azioni di ogni giorno. Questa luce è la pace interiore, che ci permette di andare avanti, di affrontare molti ostacoli e prove sul nostro cammino. La strada è lunga e difficile. Dio è infinito, non possiamo mai sapere tutto di lui in questa vita, fino a quando l’anima è intrappolata nel corpo. Dobbiamo costantemente, vivendo comunque tra la gente, il nostro lavoro e quello che ci circonda, essere come un bambino appena nato: avere gli occhi ben aperti, meravigliarsi di tutto, porsi domande per accedere allo stadio del risveglio, come il bambino che si guarda e si riconosce per la prima volta allo specchio. Oggi non c’è più niente che ci sorprende, le persone pensano che tutto sia facile. Le persone sono gelose, invidiose e si domandano: “Perché lui o lei hanno tutto quello che vogliono e io niente?” Diventano egoisti per essere felici, cercando di avere sempre la macchina migliore, la migliore casa, la donna o l’uomo più bello, per sentirsi dire: “Oh si hai visto che bella moglie e la sua auto? …. Ma tutto questo non dura e il giorno in cui questa persona sarà malata o povera, nessuno s’interesserà più a lei, così si domanderà: “Ma che cosa ho lasciato che cosa mi resta?”. E se quella persona ha avuto un cuore malato, il giorno in cui sarà morto, sarà dimenticato. Mentre i giusti, sinceri, i grati rimangono come un esempio. La gente dirà: “Oh davvero lui o lei era una brava persona.” Come Socrate o i profeti, i grandi studiosi, i matematici, i ricercatori hanno trasmesso la religione, hanno scoperto teoremi, hanno scoperto come costruire un aereo, il telefono e internet per comunicare con il mondo intero in altre parole quelli che hanno fatto progredire la specie umana. Anche se non ci sono più “fisicamente”, sono e saranno sempre tra noi.

Questo dovrebbe essere l’obiettivo di tutti gli esseri umani cioè evolvere e cercare di cambiare il mondo. Quindi noi siamo solo carne e ossa? E una volta morti è tutto finito? Veramente una triste visione! Dov’è l’evoluzione e la nozione dell’infinito in tutto questo? Il Paradiso, l’Inferno? Non pensate che il capo d’industria che si ritrova senza niente o il bambino nato in Siria non vivano all’Inferno, mentre nello stesso momento in cui noi abbiamo un lavoro e un tetto, etc……. non viviamo forse in Paradiso? E la pecora che va in Paradiso cosa avrà di più che restando qui? Forse più erba, più verdura o forse una prateria intera solo per lei? Certo tutti noi abbiamo un corpo e un’anima come l’automobile senza conducente, è inutile e non si muove. Allora, cosa c’è dopo la morte? Dove stiamo andando? Certo, seppelliamo il corpo ma l’anima porta con sé tutti i nostri sentimenti, le nostre azioni e comportamenti, il nostro karma come dicono i buddisti in una parola la nostra storia. Dopo la morte lei ritorna in un altro corpo per vivere una nuova storia. Così noi capiamo perché si deve scegliere una parte nella vita è in funzione del ruolo scelto che noi verremo identificati nel prossimo ruolo, per esempio nel mondo del cinema l’attore che recita spesso la parte del cattivo in altri film gli saranno affidate parti da cattivo, la stessa cosa vale per il comico o il buono questo non toglie la possibilità di un cambio improvviso di ruolo quindi ognuno al suo posto e non per caso. Pensate forse che la persona che ha sempre tradito, mentito, causato dei torti al suo prossimo potrà forse un giorno essere al posto di Barack Obama? Allora come nutriamo il nostro corpo dobbiamo nutrire l’anima, con le buone azioni, gli zikr la meditazione avendo come scopo l’evoluzione della specie umana. Anche se io so che oggi ho devo ancora lavorare molto su me stessa e che il cammino sarà difficile e lungo, so che la via che ho intrapreso, nella scuola di Cheikh Baba Sy, la scuola dove apprendiamo a essere Umani, una scuola che non ha prezzo, io so che questa via potrà farmi evolvere e se questo non accadrà sarà dipeso solo da me. Oggi posso dire che ho un’altra visione della vita, ho imparato a conoscere Dio quindi chi sono e da dove vengo. Ora conosco la mia missione in quanto essere umano, in quanto Caterina, in quanto donna. So di avere una grande responsabilità e una missione in questa vita che include anche quella di mostrare la vera immagine dell’Islam. Oggi discutendo (Maguèye ed io) con i miei genitori, specialmente con mio padre, so che hanno un’altra visione della vita, di Dio, delle religioni e soprattutto dell’Islam e ci troviamo d’accordo su molti punti. Per finire voglio ringraziare (cosa che non farò mai abbastanza) mio marito Maguèye Sadio, Cheikh Mamadou Ndour, Cheikh Aliou Sy. Grazie o Signore di averci fatto incontrare sul Sentiero della Verità.

Catherine Ducouret