Conferenza Di Cheikh Baba Sy Sufi (10-05-2014 METZ-FRANCIA)

I-99-Attributi-Divini

Nel nome di Dio il Misericordioso il Compassionevole

1. Per il Tempo!
2. Invero l’uomo è in perdita,
3. eccetto coloro che credono e compiono il bene, vicendevolmente si raccomandano la verità e vicendevolmente si raccomandano la pazienza.

 

INTERVISTA CON CHEIKH BABA SY SUFI

 

Parte 1

 

 

TRADUZIONE

 

Giornalista: “Prima di entrare nel soggetto che concerne il vostro insegnamento, come a trovato il pubblico presente oggi alla conferenza?”.

Cheikh Baba Sy: “Non ci attendevamo di trovare una, due, tre o cento persone perchè anche se ci fosse stata una sola persona noi avremmo raggiunto il nostro obbiettivo, se una sola persona ci ascolta possiamo pensare che la nostra missione è finita e ha centrato il suo scopo. Ringraziamo, come è stato detto nella conferenza, perchè avere qualcuno come te, che per mezzo dei mezzi di comunicazione di massa invierà il nostro messaggio a milioni di persone, avere tutto questo per una volta è gia una buona partenza e per questo ringraziamo Dio.

Giornalista: “Cheikh Baba Sy lei è a capo di questa scuola chiamata “Tempio del sapere” potreste darci dei chiarimenti su quello che viene insegnato in questa scuola?”.

Cheikh Baba Sy: “Quello che ha fatto muovere il Tempio del Sapere è insegnare alle persone a conoscersi, se l’uomo non si conosce non potrà avere confidenza in se stesso, se non crede in se stesso, lui crea delle barriere,  il fine di questa scuola è principalmente farti sapere chi sei per occuparti così dei tuoi valori, se tu vedi ad esempio che ci sono persone che si drogano fino a distruggere la loro vita, questo succede perchè non si conoscono, se tu sai chi sei tu sai che hai dei tesori nel tuo intimo che devi proteggere e il lavoro del Tempio del Sapere è quello di insegnare all’uomo a conoscersi per preservarsi”.

Giornalista: “Dunque lei parla d’individui che devono arrivare a conoscersi, lei pensa che quest’insegnamento è adattabile alla vita europea dove si parla molto di individualismo a differenza di quella africana dove si parla molto più  di comunità, quindi lei pensa che quest’insegnamento è più difficile qui in Europa o è un insegnamento universale?”.

Cheikh Baba Sy: “Il mio insegnamento è l’essere umano e gli europei sono esseri umani, perchè l’uomo è colui che è stato un neonato poi si è alzato, successivamente ha somigliato ad una scimmia, a un certo punto ha camminato e in seguito ha parlato, questo mostra che l’uomo è tutto e visto che è tutto, se tu vuoi che il tuo insegnamento sia tutto devi fare in modo che tutti gli esseri umani possano beneficiarne, per fare in modo che tutti possano usufruirne l’insegnamento sarà diverso a secondo del paese in cui ci troviamo”.

Giornalista: “Questa differenza in verità non è evidente per quello che riguarda l’Africa ma piuttosto per quello che concerne le religioni e più nello specifico nell’Islam dove si parla della “Oummah”, quindi come si pone il Sufismo che ha come punto di riferimento l’individuo rispetto agli Uma come viene interpretata nella religione Musulmana?”.

Cheikh Baba Sy: “Nel Sufismo questo parallelo somiglierebbe al corpo e all’anima, se non ci fosse l’anima nel corpo esso non potrebbe vivere,  nella religione la Oummah ha delle difficoltà è per questo che i Sufi si sono alzati per riparare queste difficoltà, perchè la religione oggi è utilizzata in un modo che solo colui che è sano di spirito e di corpo può rendersi conto che nessuna religione  può discendere sulla terra per donare all’essere umano qualche cosa di duro e di violento, colui che è religioso e spinge gli altri a farsi del male può fare solo male, se riflettiamo, ci sono cose che succedono e che non capiamo ma il Sufismo è la pace che lo fa agire quindi il Sufi può parlare con tutti con qualcuno che crede, con altri che non credono, con quelli che soffrono, con quelli che sono mentalmente stabili e con quelli che non lo sono, sia con i buoni che con i cattivi non ci sono limiti”.

Giornalista: “In rapporto alla realtà di oggi, come il Sufismo interpreta la Djihade (Guerra Santa)?”.

Cheikh Baba Sy: “Per i Sufi la Djihade è la guerra praticata con se stessi, con la vita perchè la vita è quello che c’è di più importante, se tu lotti contro la tua vita, vincendo questa battaglia, non ci saranno per te persone con cui batterti, perchè la vita per se stessa ti fa rifiutare il prossimo quindi tu vedi colui che ti ama , colui che ti odia o qualcuno che ti regala qualche cosa, ma quando non c’è questa percezione della vita tutto quello che vedi è meraviglioso perchè la vita ha un suo termine. Nella religione Musulmana Dio ha creato l’uomo per una ragione, questa ragione è che tutte le forme di vita compreso l’essere umano, non possono non avere fiducia l’uno dell’altro come l’albero che ha fiducia nella terra o come la terra non può allontanarsi dal cielo quindi è solo l’uomo che può a un certo punto dividere le cose, Dio è tutto e l’uomo è tutto, perchè tutto quello che esiste è un tutto e noi siamo la somma di questo tutto il suo riassunto come una banconota da 100 euro è formata da diversi biglietti di piccolo valore fino ad arrivare a un centesimo. A un certo punto l’uomo ha pensato ad un Dio sulla terra che ha scritto tutto ma tutto quello che è distrutto è l’uomo che lo vede, quando l’uomo ha dei problemi è lui che li risolve quindi dov’è questo Buon Dio, l’uomo se fa attenzione alla sua vita scoprendo chi è, capisce che la sua Djihade è quella di creare se stesso, creare la sua vita la sua anima ma se tu sei quello che fa del male per andare in paradiso allora io dico è meglio che sei tu ad andarci.

Giornalista: “In quest’ultima parte della sua risposta lei ha in effetti anticipato la prossima domanda, quelli che oggi combattono nel nome di Dio e della Djihade sono nell’errore in rapporto al pensiero Sufi?”

Cheikh Baba Sy: “Quelli che lo fanno sanno benissimo di non essere sulla retta via perchè tutto questo non ha senso, se c’è qualche cosa che non gli piace e vogliono combatterlo possono combatterlo senza le armi. Mahatma Gandhi si è battuto fino all’indipendenza con il principio della non violenza, Nelson Mandela si è battuto nell’Africa del sud contro l’apartheid facendosi violenza accettando i torti fatti al suo popolo, questo dimostra che l’uomo ha la possibilità di fare innumerevoli cose. Se oggi siamo venuti qui in Francia e ci è stato detto che siamo degli estranei e non otterremmo niente, queste sono solo parole possiamo batterci con il nostro comportamento, la nostra dignità i nostri valori con coraggio, in questo modo quelli che dicono che non arriveremo a niente perchè non siamo di qui finiranno per venire a salutarci. Se pensiamo che la Djihade significa avere delle armi e combattere con esse siamo nell’errore perchè se tu non doni la pace non avrai mai pace se tu vuoi la pace devi dare pace per fare in modo che la pace venga a te.

 

 Parte 2

 

 

 

Giornalista: “Lei ha parlato di Mahatma Gandhi e Nelson Mandela, vorrei avvicinarmi, con lei, all’aspetto politico del nostro continente africano, nella conferenza ha detto che i nostri presidenti a differenza di Nelson Mandela non vogliono mai lasciare il loro posto di potere politico, oggi quale analisi viene fatta dai Sufi sul nostro continente, possiamo sperare in qualche cosa di migliore per il futuro?”.

Cheikh Baba Sy: “Esatto questo è quello che c’è di più brutto nell’essere umano, c’è un vuoto nell’essere umano che lui vuole riempire con il materiale ma questo non può funzionare, se un uomo ha il potere politico per 20 anni,  non avrà mai quello che vorrebbe avere. Se guardiamo Gandhi e Nelson Mandela, hanno potuto lasciare il potere forse perchè avevano qualche cosa in loro stessi  che hanno potuto curare e guarire, questo perchè essi semplicemente amavano la vita, la sofferenza e le difficoltà che Mandela ha patito in prigione hanno fatto si che per lui la vita, quando è uscito di prigione, è divenuta come un gioco, se riflettiamo sul bambino, se gli compriamo una bicicletta quando si sveglia al mattino la prima cosa che dice è datemi la mia bicicletta e se questo suo desiderio non verrà esaudito egli non vorrà più mangiare ne bere. Quando sarà grande non avrà più la stessa bicicletta perchè sarà troppo piccola per lui, quando era bambino aveva tutto automobili, aerei, biciclette della sua misura per giocare e visto che il bambino amava tutti quei giochi il bambino che è in noi se lo conserviamo fino allo stato adulto potremmo pensere d’essere divenuti grandi ma in verità siamo restati bambini così saremmo padroni di una grande bicicletta, un’automobile grande, una grande casa, ma mentre per noi questi nuovi giocattoli sono lo scopo per Nelson Mandela sono rimasti giocattoli perchè con la vista del cuore egli ha guardato cose molto più belle, giocattoli molto più belli e è per questo motivo che se un individuo così prende il potere quando sarà arrivato il momento di lasciarlo lo lascerà e nessuno potrà dire niente. Nella lingua Wolof c’è un detto: “Non grattare la tazza quando hai finito di mangiare lascia sempre qualche cosa perchè colui che pulisce fino in fondo la tazza è il goloso”.

Giornalista: “Giustamente riferendosi a questo poco che bisogna lasciare, oggi  in certi paesi come ad esempio il Burkina Faso dove il presidente ha cambiato la costituzione per poter restare al potere, o come in Congo dove alcune personalità domandano al presidente di cambiare le leggi in modo che lui resti al potere, che consigli avete da dare non soltanto ai capi di stato ma anche alle popolazioni in rapporto a questo desiderio di restare attaccati al potere?”.

Cheikh Baba Sy: “Quello che voglio dire ai capi di stato è semplicemente quello che vengo di dire, tutto il tempo che un presidente resterà al potere fosse anche tutta la vita dovrà comunque partire un giorno e non avrà mai quello che vuole, quello che desidera potrà ottenerlo solo dando la pace alla sua popolazione perchè è la popolazione che lo ha eletto quindi se è un uomo che ha dei valori, la lingua Wolof dice che l’uomo viene giudicato per le sue parole e per i suoi atti, lui deve meditare su tutto quello che la popolazione ha visto in lui per eleggerlo presidente e ridonarlo al popolo questo perchè il presidente non è un Re, un presidente può autoeleggersi schiavo del suo paese deve fare tutto quello che sarà bene per la popolazione, se la popolazione a un certo punto decide di non volerlo più al potere egli può discutere con la popolazione ma se non riesce a convincerla della sua buona fede deve dimettersi subito, questo significa avere dei valori. Quello che ora consiglio alle popolazioni è prendere esempio da Mahatma Gandhi e non lottare con le armi perchè se continueranno a seguire questo genere di presidenti l’Africa non potrà svilupparsi, tutto quello che è stato fatto fino a oggi per l’indipendenza se ci mettiamo a fare la guerra non faremo altro che retrocedere, è vero che se non ci battiamo non non possiamo avanzare ma se ci battiamo dov’è che andremo a finire, tutto quello che noi abbiamo dobbiamo mantenerlo, dobbiamo trovare nuove soluzioni e non lottare mai con le armi questi sono i consigli che mi sento di dare sia ai capi di stato che alle popolazioni.

Giornalista: “Un’ultima domanda su un aspetto sociale che vi preoccupa molto e delle azioni che la vostra scuola “Tempio del Saoere” realizza in Senegal e in altri paesi per dare conforto a queste popolazioni?”.

Cheikh Baba Sy: “Il lavoro del “Tempio del Sapere” è immenso, ogni anno offriamo gratuitamente da mangiare ai malati nell’ospedale principale di Kaolack città al centro sud del Senegal, in questo giorno ci occupiamo dei malati sotto varie forme, puliamo l’ospedale, facciamo delle donazioni di sangue. All’interno della scuola abbiamo una ONLUS che ci permette di organizzare incontri con la popolazione locale e discutere sulla prevenzione delle malattie infettive e la loro prevenzione, aiutiamo anche le persone che vengono a trovarci per risolvere problemi sia tra marito e moglie che di famiglia più in generale  cercando di dare loro la pace e la serenità, e visto che in Africa ci sono persone che si svegliano la mattina con il problema di dare la prima colazione alla loro famiglia noi gli diamo da mangiare, certamente non possiamo aiutare tutti ma se sei un commerciante possiamo sia prestarti che donarti dei soldi in modo che tu possa andare a vendere e aiutarti da solo, attualmente è tutto quello che noi possiamo fare e certamente anche questo tipo di conferenze è tra le cose che realizziamo per risvegliare l’essere umano, stiamo organizzando una grande conferenza in Senegal dove tutti saranno invitati e sarai invitato anche tu perchè tu fai parte del primo passo quindi penso che tutti i passi successivi ci vedranno insieme tutti e tre che rappresentiamo il pensiero, le idee e il cuore e è su questo che dobbiamo meditare.

Giornalista: “Vorrei terminare questa intervista con una parola d’incoraggiamento per i giovani africani che attualmente sono disperati nonostante vivono in un continente ricco e che come abbiamo detto ci sono persone che non hanno neanche la possibilità di pagarsi un pasto oltre alle migliaia di giovani che per questo emigrano nei paesi occidentali, il Sufismo ha un messaggio di speranza per questi giovanI che vedranno quest’intervista attraverso il canale ZIANA.TV?”.

Cheikh Baba Sy: “Devono credere in se stessi, l’Africa ha qualche cosa che non esiste altrove, essere solidali, aiutarsi a vicenda, essere insieme questo è quello che esiste in Africa e questo è gia qualche cosa, l’Africa ha del suolo, la sabbia, il sole abbiamotutto se l’Africa intera potesse essere un solo paese come gli Stati Uniti d’America in questo modo l’Africa potrebbe essere molto più forte che ai giorni nostri, visto che il Senegal è tra i primi produttori di arachidi, la Costa d’Avorio ha il petrolio, il Congo ha i diamanti se noi uniamo le nostre ricchezze non avremmo più bisogno di partire e se i giovani vengono qui non è per gettarsi su tutte le cose, tutto quello che possono apprendere qui portandolo nei loro rispettivi paesi potrebbero farlo fruttare, gli africani devono ritornare a se stessi avendo fiducia si potranno sostituire a quelli che oggi decidono per loro e loro saranno quelli che faranno sviluppare l’Africa questo è quello che devono sapere.

Giornalista: “Con questo messaggio di speranza noi terminiamo quest’incontro con Cheikh Baba Sy fondatore del “Tempio del Sapere” sito nel Kaolack in Senegal, ringraziamo Bubakar Sy che ci ha aiutato nella traduzione, ringraziamo tutti gli uomini e le donne che hanno partecipato a questa giornata organizzata qui a Moselle vicino a Metz e ringrazio ancora Cheikh Baba Sy dicendo Djeredjef (grazie)”.

 

CONFERENZA CON CHEIKH BABA SY SUFI parte 1

 

CONFERENZA CON CHEIKH BABA SY SUFI parte 2