ZYARE ANNUALE

DEL MAESTRO CHEIKH BABA SY

Guida Spirituale del Kaolack

Il nostro credo è “SAPERE PER SALVARE E SERVIRE L’UMANITA”

Etimologicamente la parola Zyare deriva da Zyadatou che significa accrescere.
Questo ci riporta alla parola Divina che dice: “Se voi mi sarete riconoscenti, ne sarete accresciuti”.

La Zyare è un’iniziativa dei talibe (discepoli) per rendere grazia al loro Serigne (guida) che li ha riempiti di gioia. In effetti come indica la parola guida, è quest’ultimo che li ha guidati ed ha aperto i loro occhi perché possano vedere chiaramente come vivere normalmente.

1. L’importanza della Zyare

Avendo questa nobile fortuna in un mondo dove le probabilità di averne è ridotta al minimo in rapporto alla sfortuna, i talibe rendono grazia alla loro guida senza il quale non avrebbero mai conosciuto la chiaroveggenza.

Non soltanto è un giorno dove i discepoli rendono grazia alla loro guida, ma è anche la loro guida che rende grazia al Potentissimo che gli ha dato quello che lui detiene fino al punto di poterlo trasmettere agli altri.

Dunque è un giorno di doppio profitto per i discepoli, perché se loro rendono grazia alla loro guida saranno illuminati più allungo e se la guida, a causa della loro riconoscenza è elevato dal Divino, sono gli stessi discepoli che ne beneficeranno ancora di più.
Questa è la ragione per cui i discepoli fanno di tutto fisicamente, materialmente, finanziariamente e moralmente per la buona riuscita di questa giornata che è quella della loro ascensione.
Questo ci riporta al detto sufi che sostiene: “Più l’amore del discepolo nei riguardi del suo maestro è intenso, più si disseta alla sorgente Divina” e questo amore non si ferma solo alle parole poiché i discepoli lo materializzano donando il migliore di se stessi in tutti i sensi.
In questo modo conciliano le parole con gli atti, il verbo con le azioni, il dire e il fare per donarsi la vita donando la vita.
Poiché è condividendo che ci si sviluppa è donando che si riceve è dimenticandosi che ci si ritrova è morendo che si resuscita alla vita eterna.
Per questo motivo che lo cheikh (il maestro) ha dato vita alla donazione di sangue e ai pasti per i malati e per il personale dell’ospedale, per lodarli e allo stesso tempo fare un atto di ringraziamento al suo signore che lo ha dotato di un così immenso ed inestimabile tesoro, l’alimento completo chiamato Mahrifa.

2. Similitudine tra la Mahrifa e l’ospedale

Il fatto che lo cheikh abbia scelto l’ospedale per realizzare questo nobile atto prima della zyare a lui dedicata ci riporta alla parola Divina: “Noi veniamo da Dio e a Lui faremo ritorno”. In effetti l’ospedale polarizza queste due porte: quella dell’arrivo (nascita) e quella del ritorno (morte).

Mohamed significa il lodato ed è così che la forma umana si è ordinata, volendo dire che l’essere umano lodato dal Signore è debitore di una lode verbale e pratica.

Come dice il Corano: “Ritorna verso il tuo Signore lodandolo, così tu sarai lodato da parte sua”.Con la sola intenzione di lodare colui che ha voluto prediligere tra tutte le creature e che lo ha dotato di una dote inestimabile, la Mahrifa, il sangue (il santo) utilizza la lettera “M” dell’alfabeto, l’iniziale del nome Mohamed per applicarvi la lode, dice con il cuore: “Oh Signore ricevi la mia lode poiché tu sei il lodato”.In effetti, per definire la persona che entra in ospedale è curata all’ospedale e esce dall’ospedale si utilizza sempre la lettera “M”. L’uomo nasce nella maternità, quando è malato è curato da un medico che lo cura con delle medicine infine quando muore viene messo nella camera mortuaria e tutte queste tappe sono in seno a questo nobile posto indispensabile: l’ospedale.La Mahrifa ci ha fatto vivere donandoci la vera vita, ci ha curati procurandoci gli elementi adeguati e ci ha uccisi annegandoci in Dio.
Similarmente l’ospedale ci è servito da luogo di nascita, di cura e di ritorno alla sorgente.Tale è la Mahrifa la scienza Divina che è la scienza madre, tale è l’ospedale il posto del Divino che ricorda sempre il dotato di ragione in Dio.
Essa è il posto che raccomanda lo stato desiderato in tutte le tappe, così l’ospedale e il posto raccomandato per la nascita naturale, per la buona salute (fisica e spirituale) e per la morte addolcita.

3. La Lode

Sacrificarsi per mostrare la via di colui che ti ha donato la vita, la buona salute e il ritorno pacifico, è un atto di riconoscenza: Grazie Allah.

Sacrificarsi per ardere al richiamo di colui che ti ha donato la vera vita, il sapere essere e applicare il vero ritorno alla sorgente è un atto di gratitudine: Grazie Sangue.

Sacrificarsi per far vivere il posto che ti ha accolto, curato, e aiutato al ritorno, è un atto nobile che schiaccia ogni ingratitudine: Grazie Ospedale.

Anche la donazione di sangue, di medicine, di pasti, le zyare….sono azioni impiegate dai talibe per gratificare allo stesso tempo il Signore, il Sangue e l’Ospedale.

In fine, l’indipendenza è commemorata ogni anno dalle diverse religioni (gamou per l’islam, natale per il cristianesimo….) per festeggiare la sconfitta della dominazione del male sul bene.

La zyare di Cheikh BABA è commemorata ogni anno dai talibe per festeggiare la sconfitta della dominazione del materiale sull’immateriale, del mortale sull’immortale, del corpo sull’anima, del made sulla mana.

Nel 1960 vari paesi africani hanno conosciuto la loro indipendenza, ed è il 01 gennaio 1960 che l’essere che ci ha dato l’indipendenza è venuto al mondo.

Insegnamento dispensato dalla guida del “TEMPIO DEL SAPERE” Cheikh BABA SY architetto della Mahrifa.