I Quattro Draghi

 

 

I QUATTRO DRAGHI

Un giorno sulla via principale di un paese dove regnava un Re buono e benevolo verso il suo popolo, un principe incontrò il suo maestro e gli manifestò il desiderio di conoscere il Re.
Il saggio gli disse:
“Per conoscere il Re, dovrai lasciare i tuoi beni e la tua famiglia, partire per un lungo viaggio che ti porterà ai quattro angoli della terra, passerai dei paesi in ognuno dei quali incontrerai un drago contro il quale lotterai, le armi a tua disposizione saranno la forza di volontà, la pazienza, l’umiltà e l’amore, ogni volta che n’è avrai sconfitto uno tornerai da me, io ti aspetterò proprio qui dove ci siamo incontrati”.
Il maestro, indicandogli un mendicante seduto al bordo della strada il cui aspetto era talmente malandato e misero da suscitare la pietà di chiunque lo guardasse, continuò dicendo, prima che tu parta, io ti chiedo:
“Che cosa vedi?”.
Il principe abituato al benessere e ai privilegi del suo ceto guardando il mendicante non riuscì a nascondere il suo disprezzo e disse: “Maestro vedo un uomo talmente misero da far pietà, un uomo che ha perso ogni dignità e per la sua scarsa volontà si è ridotto a vivere d’elemosina”, bene disse il maestro, ora puoi partire.
L’uomo andò a casa preparò il necessario per il viaggio salutò la sua famiglia e partì.
Dopo molti giorni di cammino si trovò nel primo paese, non appena arrivato cercò qualche cosa da mangiare, ma le persone alle quali chiese gli assicurarono che sarebbe stato inutile per lui cercare di mangiare o di bere durante il giorno questo perchè in quel luogo si praticava il digiuno dall’alba al tramonto.
Certo non fu facile per lui abituarsi al ritmo di vita del posto, ma ricordandosi le parole del maestro utilizzò la forza di volontà per resistere e accettare l’usanza, fu così che dopo un anno fece ritorno e nel preciso posto dove si erano lasciati c’era il suo maestro che indicando lo stesso mendicante della volta precedente gli chiese:
“Che cosa vedi?”.
Il principe guardando il mendicante  intuì che qualche cosa era cambiata in lui e disse: “Maestro vedo lo stesso mendicante di un anno fa, ma ora in lui c’è una forza di volontà che non avevo visto prima” bene, disse il maestro ora puoi partire per il tuo secondo viaggio.
Il principe si rimise in cammino, arrivato che fu nel nuovo paese si accorse che la gente oltre a praticare il digiuno dall’alba al tramonto praticava anche la veglia notturna.
Questa volta oltre alla forza di volontà il principe dovette ricorrere a tutta la sua pazienza per abituarsi e accettare lo stile di vita proposto, molte volte fu tentato di rinunciare, ma tenne duro e dopo un anno fece ritorno al suo paese dove sempre nello stesso posto incontrò il maestro che indicando nuovamente il mendicante gli chiese:
“Che cosa vedi?”.
Il principe questa volta guardando più attentamente vide che lo sguardo del mendicante esprimeva una tranquillità rara e disse: “Maestro vedo lo stesso uomo di due anni fa, però ora vedo che oltre alla volontà in lui si è sviluppata una tranquillità rara”, bene disse il maestro ora ti attende il tuo terzo viaggio.
Fu così che il principe s’incamminò e dopo molti giorni di viaggio arrivò nel terzo paese indicatogli dal maestro, qui non tardò a conoscere le usanze di quel popolo che oltre al digiuno dall’alba al tramonto, alla veglia notturna praticava anche la solitudine.
Il principe quando seppe tutto questo ebbe la tentazione di tornare agli agi e ai privilegi dovuti alla sua condizione, molti dubbi assalirono la sua mente capì che non avrebbe resistito molto, ma pensò anche che l’umiltà, come consigliato, lo avrebbe aiutato a superare anche questa prova.
Così dopo un anno di digiuno, di veglia e di solitudine
tornò dal maestro, che mostrandogli il mendicante gli pose sempre la stessa domanda:
“Che cosa vedi?”.
Il principe guardò e vide che quell’uomo così misero degno del suo disprezzo brillava di una strana luce e disse: “Maestro vedo lo stesso uomo del passato ma ora lui brilla di luce propria”, bene ora dovrai affrontare il quarto ed ultimo viaggio, questa volta ti troverai in uno spazio aperto e selvaggio dove praticherai tutto quello che hai appreso.
Arrivato sul posto guardandosi intorno non vide nessuno,  si trovò nel luogo selvaggio, nell’ampio spazio aperto di cui gli aveva parlato il maestro, lì si sedette e oltre al digiuno, alla veglia e alla solitudine si trovò immerso nel silenzio.
Dopo un anno di questa vita il principe tornò al suo paese dove al solito posto incontrò il maestro che mettendolo davanti ad uno specchio, gli chiese:
“Che cosa vedi?”.
Il principe esitò qualche istante prima di guardare, era tanto tempo che non vedeva la sua immagine, guardò e con grande meraviglia in quello specchio vide che l’immagine riflessa non era più quella del principe di un tempo ma era l’immagine del mendicante che un giorno aveva tanto disprezzato e che adesso sentiva d’amare profondamente allora disse:
“Maestro, vedo il Re”.
 

Abdallah Toubab Ji