Il Cerchio Virtuoso

 

 

Il Cerchio Virtuoso

 

Dio ci dice: “Awalou la Iptida, Alkhairou la Akhira“ ciò significa che Lui è il primo senza un inizio e l’ultimo senza fine, quindi non avendo un inizio e una fine è continuo poiché il suo inizio rappresenta la sua fine e la sua fine il suo inizio, criterio questo di tutto ciò che è ciclico. La Ma’rifa ci dice che “Dall’opera riconosciamo l’artigiano“ infatti se un artigiano è un artigiano di qualità senza dubbio le sue opere saranno di qualità e viceversa quindi diciamo che dall’opera possiamo conoscere l’autore o anche l’autore può essere conosciuto attraverso la sua opera poiché l’opera non è altro che il riflesso del suo creatore.

Visto che il Divino non ha un punto di partenza né un punto d’arrivo (la sua partenza è il suo arrivo e il suo arrivo è la sua partenza) e che l’universo è un’emanazione di Dio quest’universo obbedirà allo stesso principio, poiché tutto quello che emana, rappresenta. Ora osserviamo alcuni degli aspetti della creazione per trovarvi gli attributi del creatore.

 

1. Il pianeta Terra.
La terra non ha un punto d’inizio nè di fine poiché è rotonda quindi obbedisce alla regola ciclica.
In effetti, l’Uomo per poter utilizzare lo spazio terrestre suppone un punto di partenza per avere un riferimento e quando ha fatto tutto il giro dice di essere arrivato, quindi con il suo punto d’arrivo trova il suo punto di partenza: Partenza = Arrivo, Inizio = Fine, Primo = Ultimo, ricordando così il criterio Divino. Dunque salvo parere contrario la terra non ha un punto di partenza (inizio) né un punto d’arrivo (fine) richiamando così il fondamento del creatore: Dio è il primo e l’ultimo.
Se primo (partenza) = ultimo (arrivo) e viceversa, dunque non esiste un principio ne una fine poiché l’intervallo tra i due non è limitato quindi la continuità è la regola. In altre parole è una zona che non è limitata dal tempo e dallo spazio. Poiché questi due termini, tempo e spazio, non esistono, è l’Uomo che li ha creati per darsi un inizio e datare le proprie attività.

 

2. Il tempo
Risposta: é universalmente riconosciuto che noi siamo nel 2015, unicamente secondo il conto Cristiano che inizia partendo dalla nascita di Cristo.
Per i musulmani che hanno iniziato a contare a partire dall’Hegira (uscita del Profeta (saws) dalla Mecca Per Medina), noi siamo 1393.
E ancora per gli Ebrei e i Buddisti………i cui saggi “Profeti” anteriori a Gesù e a Mouhammad noi siamo nell’anno X che supera di molto il 2015.
Ma, in realtà, adesso in che anno siamo?
Com’è stata la vita che ci ha portato dove siamo, in poche parole, qual’è l’età della vita?
La scienza ha provato a datare a stimare l’età della vita sulla terra utilizzando sempre il termine “Circa” testimoniando la mancanza di certezza; ma la vita è sempre esistita (Al Hayou = Il Vivente, Al Bakhi = l’Eterno ), ci domandiamo, qual è la situazione che è precedente alla vita sulla terra? E qual’è la situazione che precede questa stessa situazione etc…..?”.
La Ma’rifa dice: “Ogni risposta ad una domanda diventa una nuova domanda“.
Non conoscendo esattamente l’inizio dell’inizio, l’Uomo ha ipotizzato il tempo (inizio, fine, minuti, ore, giorni, mesi anni) con l’intenzione di organizzare le sue attività.
In realtà il tempo non esiste, è solo il frutto dell’immaginazione umana che partendo da quest’ipotesi ha diviso un giorno in 24 ore, una settimana in sette giorni, un mese in 30 giorni, un anno in 12 mesi…..e ne ha il diritto perché è lui l’essere che organizza, l’essere che interviene.
Dio propone sempre il prodotto allo stato grezzo ma spetta all’Uomo di raffinarlo.
Che cos’è che differenzia i giorni, per esempio il Lunedì dalla Domenica?”.
Quello che li differenzia è solo la denominazione. Tutti i giorni si equivalgono in durata e caratteristiche mattino, mezzogiorno, sera……..

 

3. Lo Spazio
Per quello che concerne lo Spazio, anche lui non ha limiti. Lo spazio si ferma all’orizzonte e l’orizzonte è il limite dello sguardo.
Questo significa che lo sguardo non può andare più in la dell’orizzonte ma in realtà ci sono orizzonti dietro l’orizzonte visibile. La prova è che più si avanza e più l’orizzonte indietreggia facendoci trovare nuovi orizzonti.
All’orizzonte il cielo sembra avere un colore blu, ma più si sale, più il cielo ci sfugge e il suo colore blu a poco a poco scompare fino a quando siamo completamente coperti di nuvole e se continuiamo a salire finiamo per trovarci dall’altra parte dell’universo ossia ad esplorare altri Pianeti.
Una volta arrivati su uno di quest’ultimi ad esempio la Luna, si vedrà la Terra in alto mentre quando eravamo sulla Terra, la Luna ci sembrava essere sopra la Terra. Questo vuol dire dunque che non esiste né alto né basso, tutto dipende dalla posizione in cui ci troviamo, ricordandoci l’attribuzione divina: “Io sono l’alto e il basso“. Se l’alto = basso e basso = alto non c’è dunque né alto né basso.
Utilizzando il cielo dunque abbiamo la possibilità di spostarci da un paese all’altro e anche da un pianeta all’altro, così che il cielo ci offre l’opportunità e la libertà di spostarci in maniera continua ed illimitata.
Come “Macrocosmo“ il cielo ci libera, ma questo significa l’esistenza di un “Microcosmo“ l’Uomo (spirito) quindi Macrocosmo Cielo = Microcosmo Spirito. La Ma’rifa ci dice che: “Lo spirito è la chiave della libertà, ci permette di scoprire altre soluzioni simili alla scoperta che ci offre il cielo una volta che è utilizzato come via di spostamento“.
La Ma’rifa è la scienza che ha sempre facilitato l’acquisizione di nuove soluzioni, questa è la ragione per la quale ci dice: “Utilizza il tuo cielo che ti permette di elevarti e di farti esplorare i luoghi che prima ti erano sconosciuti”.
Questo significa che l’Uomo deve utilizzare il suo spirito che gli consentirà di aumentare in grandezza permettendogli di vivere ad uno stadio superiore.

 

4. Adamo e Eva
Secondo i profeti “Adamo“ è l’antenato dell’umanità, la Ma’rifa quindi si domanda: “Chi furono i suoi genitori?”.
Non trovando l’inizio dell’inizio e dato che ogni risposta suscita una nuova domanda essendo un orizzonte illimitato, questo ha spinto i profeti ad ipotizzare “Adamo“ come padre dell’umanità per spiegare le loro lacune.
In effetti, ebbero bisogno di un inizio per spiegarsi, questa è la ragione per la quale hanno scelto “Adamo“ come inizio. Ascolta la teoria dei profeti su “Adamo“ era solo (senza genitori) ed è partendo da lui che abbiamo creato “Eva“ (sua moglie) e partendo da “Eva“ che abbiamo creato l’umanità intera. Questo ci ricorda il principio divino poiché Dio ha detto: “Ero nella solitudine, è partendo dalla mia luce che ho creato quella di MOUHAMMAD e partendo dalla luce di MOUHAMMAD ho creato l’universo“.
“Adamo“ ha gli stessi attributi di Dio e Dio non è qualche cosa di materiale, ma una forza che supponiamo essere la forza delle forze, l’inizio degli inizi, che non trova mai un inizio poiché tende sempre ad un inizio illimitato, ogni inizio ha un precedente.
Questo vuol dire che “Adamo“ non è un essere reale, ma è il frutto di un’ipotesi dei profeti per darsi un inizio al fine di poter teorizzare sull’esistenza: “Adamo“ è un inizio immaginario ipotizzato come l’inizio Divino che inizia tutti gli inizi e nonostante tutto non si estingue mai e non se ne trova mai una traccia.
Tranne delle supposizioni “Adamo“ non è mai esistito, giacché non ha mai subito le leggi del tempo e dello spazio, altrimenti detto il tempo e lo spazio non lo hanno mai riconosciuto come loro discepolo.

 

5. La vita e la morte
“Prima di affermare che un uomo è morto, è perché logicamente prima era in vita, quindi da qui deduciamo che la vita viene prima della morte, ma allora perché Dio dice: “Io ho creato prima la morte della vita”
La Ma’rifa ci spinge a interrogarci su cosa eravamo prima di questa vita.
Questa situazione precedente che non riusciamo a spiegare nella vita presente, è un mistero dove regna l’oscurità, questa è la situazione che Dio considera come la morte poiché una volta morto l’uomo non può più sentire e spiegarsi niente.
Se con la Ma’rifa scaviamo ancora scopriremo che l’elemento morto viveva ancora prima della sua vita presente e questo in maniera continua, a questo proposito la Ma’rifa dice che: “La morte è solo un termine che significa cambiamento di stato o di luogo di vita sotto un’altra forma”.
In realtà la morte recepita dai comuni mortali come “Fine della vita“ non esiste.
In altri termini se un uomo si è spento, é considerato dai suoi famigliari come morto, ma nello stesso momento nell’altra parte la sua nuova famiglia afferma che è in vita e lui stesso sa realmente di esserlo.
Questo vuol dire che la morte non esiste è solamente una percezione risultante dalla mancanza di risveglio o dalla pratica della Ma’rifa questa mancanza favorisce l’utilizzo di termini come morte, limite etc. ricordando così l’identità Divina: “Al Hayou = Il Vivente, La Yamoutou = l’Immortale.

 

6. Alba e Crepuscolo
L’inizio del giorno somiglia alla fine della giornata: Alba e Crepuscolo si somigliano. Tuttavia quello che consideriamo come alba rappresenta il tramonto per l’altra parte della terra, quindi se alba = tramonto e viceversa in realtà non ci sono né alba né tramonto tutto dipende da dove ci troviamo e in realtà il sole non sorge e non tramonta è la terra che gira intorno a lui.
Limitandosi alla sola apparenza, si crede che il sole sorge ad Est e tramonta ad Ovest ma questa è solo apparenza, la realtà smentisce ogni sorgere e tramonto.
Il sole è la sorgente di luce principale, l’astro che illumina, il suo ruolo è diffondere luce su tutto quello che è nel suo regno, questo ci riporta al principio Divino “Allahou nourou samawaty wal ardy“ che significa “è la luce dei cieli e della terra”. In termini più ampi è la luce dell’universo, risplende fino nel più profondo per illuminare ogni luogo.
 

7. Inizio e fine della vita
Il neonato è senza forze, può solo piangere non può fare nulla per se stesso, non vede, non parla, non sa camminare, non sente etc.
Con il crescere e il passare della vita, l’ex neonato diventerà un vecchio e in questo stadio sarà senza forze e al di fuori che piangere non potrà fare niente per se stesso non vedrà più, non camminerà più, non udirà più, sarà portato nel suo letto, sarà lavato come quando era neonato.
Possiamo dire che inizio e fine avendo le stesse caratteristiche non esistono ma sussistono solo come ciclo illimitato alla scoperta eterna di nuovi orizzonti, rievocando così l’identità Divina che è vivente senza fine e non è limitata dallo spazio e dal tempo poiché è continua.
 

8. Padre e figlio
Un figlio ha sempre la stessa identità dei suoi genitori.
In effetti il neonato dell’uomo non può essere che un uomo, il neonato di un montone non può essere che un montone, il neonato di un uccello non può essere che un uccello etc.
Mai un figlio non può avere caratteristiche diverse dai suoi genitori, per esempio una mucca in nessun caso darà vita ad una capra.
In questo modo se si vuole fare uno studio su di un padre che che non si conosce e si ha a disposizione il figlio, interessiamoci al figlio e poiché loro hanno la stessa identità, si arriverà a determinare l’identità del padre. In effetti tale padre, tale figlio perché le identità come le apparenze sono simili. Il figlio è un’emanazione del padre, dunque lo rappresenta.
Per estrapolazione, l’universo è emanazione Divina poiché è Dio che lo ha creato.

 

Conclusione
Un Harif ha detto: “Visto che nessuno di noi ha avuto accesso al Divino, fermiamoci al Profeta poiché è lui che informa sulle caratteristiche Divine“.
Dio non è limitato da spazio e tempo poiché si estende verso l’infinito nei due sensi il più che infinito e il meno che infinito.
Ora visto che questi due infiniti chiamati Awalou (primo) Akhiro (ultimo) non possono mai essere raggiunti, Dio ci dice: “Io sono il  primo senza inizio e l’ultimo senza fine“.
Secondo la Ma’rifa, Dio ha detto: “ Tu devi conoscermi prima di adorarmi, se tu non mi conosci come puoi adorarmi?”. in effetti, se tu non lo conosci, non lo potrai scoprire al punto da firmare con Lui questo contratto d’adorazione.
Per questa ragione l’uomo si abbandona alla ricerca del Divino, ma finalmente quando dice di aver identificato Dio si accorge di aver identificato se stesso, partendo da se stesso ritorna a se stesso come un cerchio dove tutto è rappresentato.
Questa è la ragione per la quale il Profeta (saws) ha detto: “Colui che si conosce, conosce il suo signore e colui che conosce il suo signore conosce se stesso “.
Per questo motivo la guida del “Tempio del Sapere“ dice: “Tutte le qualità e le pecche che abbiamo attribuito a Dio ritornano a te Uomo poiché tu sei l’essere del Divino e Dio è l’essere supremo, l’essere della libertà, il Vivente, l’Eterno che non subisce l’influenza del tempo e dello spazio, l’essere senza limiti.
Tu non devi farti influenzare da termini come tempo, spazio, morte, inizio, fine, che sono solo gli utensili al tuo servizio per la tua organizzazione. Perché allora non cerchi tu stesso d’illuminare alla tua maniera la comprensione dell’esistenza fino a renderla ancora più chiara?.
OH! Uomo, sappi che quello che riguardava i tuoi antenati ti riguarda, segna il tuo passaggio, tu non devi essere un semplice consumatore poiché il mondo animale e vegetale si sono già attribuiti questo ruolo”.
In effetti Dio si è manifestato nella penombra e poi nella luce e è a partire da questo stadio che la vita è iniziata. Questo significa che Dio si è prima creato in natura ma è nel momento che si è creato in Uomo che tutto è divenuto chiaro. Visto che è l’uomo che teorizza su tutto e si appropria di tutto, Dio continua a creare nella sua forma umana. Così nello stato Divino, ha creato l’uccello, l’anatra, il pesce, il serpente, il cavallo…..e adesso nello stato umano, è sempre lo stesso architetto poichè s’ispira all’uccello per creare l’aereo, all’anatra per i battelli, al pesce per il sottomarino, al serpente per il treno, al cavallo per l’automobile…….L’uomo teorizzando su l’universo, teorizza sulla sua propria creazione. Questo ci riporta alla parola di Dio: “Io ho creato il cielo, la terra e tutto quello che è fra di loro in sei giorni e il settimo giorno, mi sono riposato sul mio trono”, e certamente da lì Lui veglia su tutta la sua creazione, ciò ci ricorda l’impegno dell’Uomo che è quello d’organizzare e intervenire in maniera universale.
OH Uomo! Non sottovalutarti con il pretesto di avere dei limiti, sappi che tu sei il tesoro sacro, non devi fare altro che impegnarti per conoscere la tua vera grandezza che non è altro che la grandezza Divina.

 

Insegnamento dispensato dalla guida del“TEMPIO DEL SAPERE“ Cheykh Baba Sy l’Architetto della Mahrifa