Le Donne Sufi Nella Storia

 

 

Contrariamente a quello che si può pensare la pratica del Tasawwuf, il sentiero del cuore, non è e non è stato frequentato esclusivamente da Shuyukh (plurale di Shaikh maestro), A’imma (plurale di Imam), Awliya (plurale di Wali santo), uomini di Dio e maestri spirituali ma anche le sante sufi occupano un posto di rilievo nel mondo islamico quindi è giusto far conoscere quest’aspetto dell’islam che per tanto tempo ha vissuto nell’ombra.
Per motivi di spazio eviteremo l’Isnad cioè la serie, in senso ascendente, dei trasmettitori di un racconto del Profeta (saws) che testimoniano l’autenticità del racconto stesso utilizzando la formula: “Ho sentito un tale dire che ha sentito un tale dire” o “Un tale ha detto che un tale ha detto”.
In questa pagina saranno nominate solo alcune di queste sante donne citando alcuni dei loro detti.

1. Rabi’a Al-Adawiyya
Nacque e morì a Basra dal 99/714 o 99/717-18 al 185/81. Rabi’a era una mawlat, una protetta, si tratta cioè di una persona che abbraccia la religione islamica grazie all’appoggio di un fedele, questo ci fa supporre che Rabi’a potrebbe non esser stata d’origine araba o islamica.
Rabi’a disse: “Per ogni cosa vi è un frutto, e il frutto della conoscenza consiste nell’avvicinarsi a Dio”.
Rabi’a disse: “Chiedo perdono a Dio per la mancanza di sincerità nel dire: astaghfiru Allah”.
A Rabi’a fu chiesto: “Com’è il tuo amore per l’Inviato di Dio? Rispose: “In verità lo amo, ma l’amore di Dio mi ha distolto dall’amare le creature”.
Secondo un suo isnad Salih Al-Murri disse in sua presenza: “A colui che bussa insistentemente alla porta, verrà aperto” Rabi’a rispose: ”La porta è già aperta. Ma chi desidera entrare?”.
‘Abd Al-Wahid ibn Zayd chiese a Rabi’a di sposarlo. Lei lo rifiutò e si tenne lontano da lui. Quando ‘Abd Al-Walid ibn Zayd ebbe l’occasione d’incontrarla Rabi’a gli disse: “Oh caro, cosa vedi in me che suscita il tuo desiderio? Perché non chiedi ad una persona passionale come te di sposarti?”.

2. Lubaba, La Devota di Gerusalemme
Fu un’esperta della conoscenza intuitiva e dello sforzo ascetico.
Lubaba disse: “Mi vergogno che Dio l’Altissimo mi veda occuparmi d’altro che Lui”.
Lubaba disse: “Non ho smesso di dedicarmi intensamente agli atti di culto finché grazie ad essi non ho trovato la calma interiore. Quando sono stanca della presenza degli uomini mi da gioia il ricordo (dhikr) di Dio. Quando i discorsi degli uomini mi stancano mi dedico all’adorazione di Dio sono al Suo servizio”.
Un uomo chiese a Lubaba: “Ho intenzione di compiere il Pellegrinaggio alla Mecca, in tale occasione, quali sono le preghiere da recitare?”. Lei rispose: “Chiedi a Dio Altissimo due cose: “Che Egli sia soddisfatto di te e ti faccia raggiungere la dimora di coloro che sono soddisfatti di Lui. E che Egli ti ricordi tra i Suoi Awliya”.

3. Maryam di Basra
Maryam fu contemporanea di Rabi’a Al-Adawiyya e morì dopo di lei. Fu sua compagna e la servì. Si occupò della Dottrina dell’Amore e si racconta che, quando udiva discorsi sull’argomento, svenisse e che un giorno sentendo un predicatore parlò nella sua predica della Dottrina dell’Amore avvertì un dolore al cuore e morì.
Maryam disse: “Non mi sono mai preoccupata per i mezzi di sussistenza e non ho insistito a cercarli da quando ho ascoltato Dio Potente e Eccelso dire: “E nel cielo v’è la vostra provvidenza e quel che vi è stato promesso”.

4. Mu’mina bint Bahlul, una delle devote di Damasco
Mu’mina fu una delle gnostiche più importanti.
Si dice che Mu’mina bint Bahlul abbia detto: “La vita terrena e quella dell’Oltre non sono gradevoli se non attraverso Dio e la contemplazione delle Sue opere e della Sua potenza. Coloro che non godono della vicinanza di Dio trovano piacere solo nelle cose create. È squallida l’ora in cui il nome di Dio non è menzionato”.
A Mu’mina fu chiesto: “Da dove nascono questi tuoi stati spirituali? Rispose: “Osservando i decreti di Dio secondo la sunna dell’Inviato di Dio (saws), considerando importanti i diritti dei musulmani e rendendo servizio ai giusti e ai virtuosi”.

5. Mu’adha bint Abd Allah Al-Adawiyya
Fu contemporanea di Rabi’a e sua compagna, non sollevò lo sguardo al cielo per quarant’anni, non mangiava durante il giorno e non dormiva la notte.
Le fu detto: “In questo modo ti fai del male!”. Rispose: “No, ho solo posticipato i tempi. Ho spostato il tempo del sonno dalla notte al giorno e quello del cibo dal giorno alla notte”.
È scritto: “Una donna era a servizio presso Mu’adha Al-Adawiyya, che passava la notte in preghiera. Quando sopraggiungeva il sonno si alzava in piedi e girava per casa dicendo: “Oh anima! Il sonno è davanti a te. Quando morirò il sonno durerà a lungo nella tomba, triste o felice”. E continuava in questo stato fino alla luce del mattino.

6. Shabaka di Basra
Si narra che dicesse: “Le anime vengono purificate dagli esercizi spirituali; quando lo divengono trovano sollievo negli atti di culto, mentre prima ne erano affaticate”.

7. Nusiyya bint Salman
Nusiyya fu moglie di Yusuf ibn ‘Asbat.
Disse a Yuysuf: “Sarai interrogato da Dio su due questioni, se mi hai fatto mangiare ciò che è lecito e se sei caduto in errore a causa mia”.
Yusuf ibn ‘Asbat raccontò: “Quando Nusiyya ebbe un figlio disse: “Oh Signore, non mi ritieni degna d’essere al Tuo servizio, è per questo hai occupato il mio tempo con un figlio!”.

8. Rayhana la Rapita, del gruppo di asceti di Basra
Furono trovati questi versi scritti all’interno del suo abito, in corrispondenza del cuore: “Tu sei la mia Intimità, la mia Aspirazione e la mia gioia, il mio cuore si rifiuta d’amare altri che Te. O mio Caro, mia Aspirazione, mio Oggetto di Desiderio, la mia brama è senza fine; a quando l’Incontro con Te? Non chiedo i piaceri del Paradiso, ma solo d’incontrarTi”.

9. Ghufayra la devota di Basra
Ghufayra fu compagna di Mu’adha Al-Adawiyya.
Ghufayra la devota pianse fino a diventare cieca.
Un uomo le chiese: “È difficile la cecità?”. Ghufayra rispose: “Sarebbe peggio essere velati nei confronti di Dio, ma lo è ancora di più la cecità del cuore nel comprendere gli intenti dei decreti di Dio”.

10. Afiyya l’appassionata, del gruppo di Abd Al-Qays, della gente di Basra
Trascorreva la maggior parte del tempo nell’invocazione di Dio (dhikr) e di rado era in compagnia di altri, passava la notte sveglia e durante il giorno si rifugiava nei cimiteri.
Si narra che dicesse: “L’innamorato non è mai tediato dalla conversazione confidenziale con l’Amato e non ha altro interesse che per Lui. O desiderio! O desiderio!” e lo ripetè tre volte.

11. Umm ‘Abd Allah, figlia di Khalid ibn Ma’dan (Noto trasmettitore siriano dei racconti del Profeta (saws) e dei sufi).
Umm ‘Abd Allah disse: “Quando fui certa che Dio Altissimo mi avrebbe introdotto nel Paradiso, incrementai la mia ascesi e il mio servizio a Lui. La via migliore dei servi è badare al meglio ai loro capi”.

12. Unaysa bint ‘Amr Al-Adawiyya
Diceva: “Nulla mi ha dato più pace che il negare continuamente alla mia anima il cibo lecito e i mezzi di sostentamento”.

13. Sa’ida bint Zayd
Si narra che dicesse: “Chi riflette sui doni che Dio gli ha elargito e su quanto poco egli Lo ringrazia, allora si vergogna a chiedere più di quanto gli è stato donato”.

14. Kurdiyya bint ‘Amr
Kurdiyya era di Basra o di Ahwaz.
Prestava servizio presso Sha’wana.
Raccontò: “Una notte ero da Sh’wana. Quando stavo per addormentarmi ella mi disse: “Svegliati o Kurdiyya, non è questo il luogo per dormire! Il sonno è quello della tomba”.
Chiesero a Kurdiyya: “Quali benedizioni ottieni stando al servizio di Sh’wana?”. Rispose: “Da quando sono al suo servizio, non ho più interesse per i beni del mondo, non ho preoccupazioni per i mezzi di sostentamento, non ho invidia per ciò che possiedono i signori del mondo e non ritengo nessun musulmano inferiore a un altro”.

15. Umm Talq
Umm Talq fu una devota e un’asceta giunta alla conoscenza
Umm Talq disse: “Quando riuscivo a dominare i desideri della mia anima, Dio mi conferiva del potere su di lei”.
Umm Talq disse: “La nafs è un re se conduci una vita comoda, uno schiavo se la tormenti”.

16. Hafsa Sirin
È stato riferito che Hafsa bint Sirin, la notte era solita accendere un lume, si alzava e pregava nel luogo dedicato alle preghiere, A volte il lume si spegneva ma continuava a illuminare la sua casa fino al mattino.

17. Lubaba l’adoratrice, una delle genti di Siria
Lubaba ha detto: “Mi vergogno se Dio Altissimo mi vede in ansia per altro che Lui dopo averLo conosciuto”.
Lubaba ha detto: “La conoscenza di Dio lascia in eredità l’amore di Lui, l’amore di Dio lascia in eredità l’ardente desiderio di Lui, l’ardente desiderio di Lui lascia in eredità l’intimità con Lui e l’intimità con Lui lascia in eredità l’assiduità nel servirLo e nel conformarsi alle Sue Leggi”.

18. Hukayma di Damasco, una delle donne della Siria
Hukayma fu insegnante e una compagna di Rabi’a bint Ismail.
Rabi’a bint Isma’il racconta: “Entrai nella stanza du Hukayma mentre era intenta alla lettura del Corano e lei mi disse: “Oh Rabi’a ho sentito che tuo marito sta prendendo una seconda moglie”, “Si” risposi. “Come può fare ciò?” replicò. “Come può il suo cuore essere distratto da due donne nei confronti di Dio l’Altissimo? Hai dimenticato il commento al versetto: “E solo varrà chi avrà portato a Dio un cuore sincero”, “No”, dissi. Poi Hukayma aggiunse: “Ciò significa che quando un tale va incontro a Dio, non ha nel cuore altro che Lui”.

19. Hind bint Al-Muhallab di Basra
Disse: “Se ricevete doni da Dio, affrettatevi a coglierli con ringraziamento prima che svaniscono”.

20. Umm ‘Ali Fatima, moglie di Ahmad ibn Khudrawayh di Balkh
Molto ricca, spese tutta la sua ricchezza per i sufi, e aiutò Ahamad ibn Khudrawayh in tutto ciò che lo riguardava.
Si narra che Umm ‘Ali disse: “Dio Altissimo chiama a Sé gli esseri umani con ogni tipo di bontà e favore, ma essi non Gli rispondono. Allora Egli li tormenta con ogni tipo di prova in modo che essi ritornino a Lui attraverso le afflizioni, perché Egli li ama”.
Disse anche a una donna di Balkh venuta a trovarla: “Di cosa hai bisogno?”. La donna rispose: “Sono qui per avvicinarmi a Dio servendo te”. Umm ‘Ali disse: “Perché non ti avvicini a me servendo il tuo Signore?”

21. Fatima di Damasco
Fatima fu unica nella sua epoca.
Si narra che era solita censurare i maestri sufi.
Quando Abu Al-Hasan Al-Maliki giunse a Damasco, parlò nella moschea con un elegante linguaggio. Fatima partecipò alla seduta e disse: “Oh Abu Al-Hasan, parli molto bene e sei perfetto nell’arte della retorica, ma sei perfetto anche nell’arte di stare in silenzio?”.
Sentite queste parole Abu Al-Hasan rimase in silenzio e in segito non proferì più parola alcuna.

Queste sono solo alcune delle donne Sufi che hanno lasciato le proprie impronte sul sentiero della conoscenza Tasawwuf.

Dio ha detto: “Niente può contenermi tranne il cuore di un credente”.