Le Forme di Porre Domande

 

 

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LA FORMA DI PORRE LE DOMANDE

 

Dio è il creatore del cielo della terra e di tutto quello che c’è tra loro. Di questa creazione niente ci appartiene ma tutto ci è stato donato per un tempo stabilito la Lode appartiene a Dio il Signore dei Mondi, il Compassionevole, il Misericordioso, Colui che Perdona i peccati, Colui che ascolta e esaudisce le preghiere, Colui nelle cui mani è il destino di ogni cosa, Colui che Governa l’universo intero e questo non gli costa nessuna fatica che Lui sia sempre esaltato e che la pace e le benedizioni siano sul Suo Messaggero Mohammed.

Quando gli fu chiesto rispose: “Ci sono tre forme di porre domande”

La prima forma è quella dettata dall’incredulità malattia della quale soffre la maggior parte degli esseri umani. Coloro che formulano domande spinti da questo sentimento di diffidenza suppongono di conoscere un dio di cui solo loro sono informati, sono quelli che vivono in una condizione di oscurità cioè quello stato conosciuto dai mistici come “Le Tenebre”, quindi le loro domande non sono dettate da un vero desiderio di sapere verso il quale sono maldisposti ma da uno spirito critico che li porta a respingere ogni forma di aiuto. Questo tipo di persone, incurante dei pericoli che questa loro convinzione comporta, pretende di sapere già tutto ciò che riguarda il Divino non rendendosi conto che è impossibile conoscere tutto quello che concerne Dio per il semplice fatto che Dio è infinito senza possibilità di limite o confine e ignora che questa convinzione limita la loro crescita umana e spirituale, questa tendenza fa si che essi sono in continua competizione e conflitto con il prossimo provocando nella loro esistenza un malessere la cui provenienza è per queste persone, sconosciuta. Pur rendendosi conto di vivere nell’errore, rifiutano d’ammetterlo respingono ogni tipo di cambiamento e questa loro opinione li ricambia con la cecità e la mediocrità. Nonostante la loro apparente sicurezza esteriore in realtà la loro fragilità interiore li rende facili prede di falsi maestri e impostori di ogni genere.

La seconda forma appartiene a un gruppo più limitato di persone chiamate “Gli Iniziati” i quali avendo intrapreso il sentiero Divino, che li ha portati a essere consapevoli di possedere un’anima, sono animati da uno spirito sincero di conoscenza e rivolgono i loro interrogativi alla Guida Spirituale nella quale hanno riposto totale fiducia. Tutto il loro essere è come un seme piantato nel buio della terra e affidato al Maestro Spirituale il quale se ne prende cura annaffiandolo con il suo sapere, e come medico dell’anima egli cercherà di curare le ferite riportate nella battaglia con il male donando loro le medicine giuste per la guarigione e passare così dalle Tenebre alla Luce. Certamente come ogni pianta ha le proprie specifiche per fiorire, così ogni Discepolo ha bisogno di una diversa cura per dare i suoi frutti. I Discepoli si muovono in un campo non concepibile agli esseri critici ed è per questo, che se ne tengono a debita distanza sapendo che ogni anima ha un suo sentiero e che tutti questi conducono prima o dopo a un unico centro. Questo difficile cammino li protegge dall’impostore e li ricambia con la conoscenza dettata dalla luce Divina.

La terza forma appartiene a un gruppo di persone molto più ristretto, esse nel mondo mistico sono nominate “Gli Illuminati”. A questa categoria appartengono i Saggi, i Profeti, i Santi i quali sono portatori di pace e di amore in questo mondo vittima della malvagità e della scelleratezza umana. Visto la loro vicinanza al Divino, essi indirizzano le loro preghiere direttamente a Dio e con Lui hanno un dialogo costante. Questa continua visione del Divino in ogni cosa del creato li protegge da ogni pericolo e li ricambia con una conoscenza sempre più profonda di Dio. Le loro lacrime sono come le gocce di rugiada che brillano al sole del mattino, beato sia colui che ha la possibilità di abbeverarsi alla sorgente delle loro lacrime. Dopo aver tanto cercato, avendo capito che il principio del cerchio combacia perfettamente con la fine e quindi l’Annunciato e l’Annunciatore fanno parte dello stesso soggetto, questi Santi Uomini Illuminati dall’amore per Dio hanno rinunciato all’effimero per l’eterno, al temporaneo per il duraturo. Tali sono “Gli Illuminati” la cui sola presenza apre la mente e cura l’anima. Ma Dio ne sa certamente di più. La candela non è accesa per illuminare se stessa ma per diffondere la sua luce all’intera stanza.

 

 
Abdallah Toubab Ji