Ngueum la Foi

 

 

NGUEUM-LA FEDE

 

La fede permette a chi la possiede di visitare cieli di cui ignorava l’esistenza. Per spiegare ciò, noi faremo riferimento alla storia d’Abramo.

Abramo abitava in Babilonia in territorio Israeliano in compagnia della moglie Sarah. Un giorno decise di lasciare la Babilonia per andare in Egitto dove regnava un faraone indegno di qualsiasi merito. Ogni giorno su suo ordine, venivano scelte delle donne con le quali lui avrebbe condiviso il suo letto. Essendo stato informato dell’arrivo d’un vecchio (Abramo) accompagnato da una donna molto bella, fu così che Sarah venne scelta e convocata dal faraone. Solo e confuso, Abramo sentì la sua debolezza e la sua impotenza di fronte al faraone e così mise tutto nelle mani di Dio prendendolo come rifugio.
Disse: “Oh! Signore, proteggi mia moglie da questo faraone maledetto, che siano demolite tutte le sue strategie di persuasione”.

Il faraone nel frattempo pregò Sarah offrendole doni ma inutilmente fino a che, persa la pazienza decise di possederla con la forza. Due volte di seguito provò ma le sue mani si ritirarono e divennero impotenti. Il faraone supplicò Sarah di liberarlo dall’impotenza delle sue braccia e dopo aver fallito anche il terzo tentativo il faraone pregò Sarah di aiutarlo ma lei gli disse: “Se io ti libero tu tenterai di nuovo?”.

“Questa volta sarà l’ultima” rispose il perverso. Fu così che Sarah pregò il Potentissimo di liberarlo ma solo se quello che veniva di dire era vero.

“Vergognandosi della sua immobilità il faraone andò nei dormitori degli schiavi e scelse una giovane africana il cui nome era Hadiara e la offrì come dono a Sarah. Preoccupata di come spiegare a suo marito che tra lei e il faraone non era successo niente, quando gli fu davanti Sarah cominciò a balbettare. Molto contento della sua consorte, Abramo si avvicinò a lei dicendogli: “Conosco ogni cosa poiché il mio signore mi a fatto vedere tutto” e gli narrò testualmente cosa era successo nel faccia a faccia. Essendo una coppia che non aveva figli, Sarah che aveva quasi 80 anni, propose ad Abramo, che né aveva quasi 90 di dargli la sua schiava come moglie. Così Sarah disse al suo sposo: “Con lei, tu avrai una discendenza che tramanderà il tuo nome di generazione in generazione, in caso contrario il tuo nome rischia d’essere sepolto con te”. Del tempo passò fino a che nacque Ismaele. La bellezza del bambino, simile a quella del padre, provocò la gelosia di Sarah che pur essendo stata lei a proporre il matrimonio, convocò Abramo per dirgli che non avrebbe più accettato la presenza in casa della seconda moglie e di suo figlio.

Sempre armato di fede, Abramo con la giovane famiglia lasciò l’Egitto per un territorio poco conosciuto, sassoso e desertico: l’Arabia. Dopo tre giorni di soggiorno nella zona Abramo lasciò Hadiara con solo una pentola e una brocca piena d’acqua per passare qualche giorno con la sua prima moglie. Hadiara disse: “Con chi ci lasci”
“Con il buon Dio” rispose Abramo.
Avendo anche lei la stessa fede in Dio, obbedì senza fare discussioni.
I giorni passarono la riserva d’acqua finì e il bambino cominciò ad avere sete.
Abramo aveva lasciato la moglie in una zona con a fianco due montagne, Hadiara fece avanti e indietro sperando d’incontrare una carovana che passasse di lì per chiedere un po’ d’acqua per salvare suo figlio.
Questo fatto, ha dato origine all’andare avanti e indietro praticato dai fedeli nel pellegrinaggio alla Mecca tra i due monti “SAFA e MARWA” .
Sola e disperata, Hadiara vide l’angelo Gabriele percuotere il terreno da dove uscì un’acqua che avanzò verso di lei, egli gli disse: “Zam,zam” che nella lingua ebraica significa piano, piano.
In questo modo suo figlio fu salvo, lei si dissetò e dissetò il suo bestiame.
Questo miracolo produsse, un afflusso di molte popolazioni e questa acqua, conosciuta oggi col nome di “Zam, zam” è considerata benedetta e viene portata alle loro case da tutti i pellegrini musulmani.
Passarono gli anni e Ismaele ormai grande aiutava suo padre nel lavoro e proprio nel fiore della sua giovinezza Abramo ricevette da Dio l’ordine di ucciderlo. Dopo essere stato tentato più volte da satana Abramo, sostenuto dalla moglie e dallo stesso figlio decise di obbedire all’ordine del suo Signore.
Tuttavia, mentre Abramo era intento a sacrificare suo figlio, Ismaele fu soccorso dallo stesso Allah che lo fece sostituire da un montone.
Dopo aver superato questo terribile test divino, Abramo e Ismaele furono scelti per costruire la Kaaba e tutto il merito fu di Ismaele che fece da intermediario tra l’angelo Gabriele e suo padre per la consegna della pietra venuta direttamente dal paradiso, così Abramo lodò il signore per il dono fatto al proprio figlio.
“Quello che hai ottenuto, lo hai ottenuto per merito dato che tutto quello che io dono lo dono per merito” confida Dio ad Abramo.
In questo modo Abramo è diventato il padre di tutti i profeti monoteisti e tutta la sua discendenza è profetica.
Possiamo quindi affermare che è la fede che ha permesso ad Abramo e alla sua famiglia di superare tutte le loro difficili prove e li ha fatti accedere a dei cieli ai quali non avrebbero mai sperato di entrare in tutta la loro vita.
Se abbiamo la fede, non manchiamo di niente e se ci muniamo di qualsiasi cosa senza avere la fede, tutto un giorno o l’altro sarà reso vano.
La fede, rappresenta le fondamenta di tutti i credenti, allo stesso modo più le fondamenta sono forti più il palazzo è forte e duraturo potendo diventare un giorno un grattacielo.
Se voi volete sempre trionfare facendo trionfare, armatevi di fede poiché il peso di un uomo dipende dalla solidità della sua fede.

Insegnamento dispensato dalla guida del “TEMPIO DEL SAPERE” Cheikh Baba Sy l’architetto della Mahrifa.