No alla barbarie 26-11-2015

 

 

Cari fratelli e sorelle

La terra può essere paragonata al corpo umano.
Quando un arto del corpo è ferito o malato, tutto il corpo soffre.
Se la ferita non sarà disinfettata, rischia d’infettarsi e imputridirsi sempre più fino a essere obbligati ad amputare l’arto.
Se la malattia non è curata, rischia di peggiorare fino al punto di far morire la persona che ne è colpita.
Cosa ci resterà dopo l’amputazione?
Solo un corpo mutilato che non potrà più assolvere pienamente alle sue funzioni.
Cosa resterà dopo la malattia non curata?
Solo un corpo inerme.
A cosa porterà questa ferità che ha colpito l’umanità se non a una umanità che non sarà capace d’adempiere pienamente ai propri doveri.
A cosa porterà questa malattia che sta invadendo la terra se non sarà curata in tempo, se non all’aumentare dell’odio e della distruzione.

Ogni epoca ha avuto la sua malattia e l’uomo è sempre riuscito a trovare la cura adatta, quale sarà la cura per la malattia che affligge l’umanità dei giorni nostri?

La malattia dei nostri giorni si chiama guerra, violenza, terrorismo.
Una cosa è certa curare la violenza con altra violenza non può dare che cattivi frutti perché sarebbe come dire a un ubriaco di continuare a bere per far passare la sbornia.
La storia ci insegna che la violenza come risposta alla violenza non ha mai risolto il problema.

Gli ultimi atti terroristici a Parigi, a Bamako nel Mali e a tutti quelli che si aggiungono alla lista giorno dopo giorno, ci portano a riflettere sulle conseguenze di questi atti barbari e sul perché di tanto odio.
Questi giovani che si proclamano musulmani, ma che in verità non sanno niente dell’Islam, mettono in atto attentati crudeli, senza curarsi delle conseguenze che possono provocare le loro azioni, quindi sono giovani incoscienti.

Così come ogni paese ha le proprie leggi che vanno rispettate anche le religioni hanno le loro leggi che vanno rispettate.
Purtroppo questi giovani incoscienti non sono a conoscenza delle leggi che regolano l’Islam.
Questo ci porta a pensare che siano manipolati da menti ben consapevoli del pericolo che queste azioni possono procurare all’umanità intera, ma che agiscono spinti unicamente da interessi personali non dando alcun valore alla vita umana.

Questi giovani dichiarano che il loro scopo è quello, di convertire il mondo intero all’Islam ma forse non sanno che è scritto: “Non c’è costrizione nella religione……….” (2:256), il che significa che nessuno, può imporre e obbligare con la forza alla propria religione, o forse dimenticano che è scritto: “………………………Coloro che hanno una malattia nel cuore, che cercano la discordia e la scorretta interpretazione, seguono quello che è allegorico, mentre solo Dio ne conosce il significato”. (3:7)
Il Profeta Mohammad (saws) con il suo comportamento fu un esempio d’umiltà e misericordia e di fratellanza.
Che bell’esempio!

Questi giovani incoscienti pretendono di realizzare la Jihad senza rendersi conto che così facendo mettono a rischio non solo la propria vita ma anche la vita di milioni di persone innocenti e il futuro di milioni di bambini che sono la base delle nuove società.
Questi ragazzi e ragazze, perché purtroppo di questo si parla, dicono Allahu Akbar senza sapere il vero significato di queste parole.

Per colpa loro nelle scuole i bambini musulmani devono subire gli insulti degli altri bambini che li accusano d’essere dei fuorilegge e degli assassini.
Certo noi adulti possiamo capire e considerare questi insulti come bambinate, ma per i bambini queste parole sono gravi e influenzeranno la loro vita futura.
Che società possono creare questi bambini con una simile eredità?
Che cattivo esempio!

Per colpa loro i musulmani hanno molta difficoltà a integrarsi nei paesi che li ospitano a causa della paura e della diffidenza che questi crimini creano nei loro confronti.
Che cattivo esempio!

Questo cattivo esempio distrugge in un istante tutti i sacrifici fatti dai genitori per integrarsi, per trovare un lavoro e per dare un futuro alle loro famiglie.
Che cattivo esempio!

Condannare non basta più il tempo è venuto che noi facciamo la nostra parte per dimostrare che l’islam non ha niente a che vedere con questa barbarie.
Uccidere donne, vecchi, bambini e se stessi non fa parte dell’Islam, ma sono solo atti criminali dei quali il vero musulmano si vergogna.

Certamente una buona educazione è alla base di un buon comportamento e queste persone non hanno ricevuto una buona educazione.
Non sono stati educati alla tolleranza, alla fratellanza, alla condivisione, ad accettare la differenza e la democrazia, tutti sentimenti dei quali Dio ci parla in tutti i libri da Lui rivelati e trasmessi dai Suoi messaggeri.
Forse è arrivato il momento di dire a questi giovani che non è con la violenza ho macchiandosi di crimini disumani che otterranno il Paradiso tanto desiderato.

Io sono un uomo di Dio e so che Dio non mi chiederebbe mai di fare del male, non mi chiederà mai di farmi esplodere o uccidere senza discriminazione e in modo barbaro donne, uomini, vecchi, bambini, non mi domanderà mai di distruggere la Sua creazione, se un giorno dovesse accadere io gli risponderei: “Non posso farlo”.

Il “Tempio del Sapere” prega per i parenti di tutte le vittime di questi attentati che Dio dia loro la forza di superare il momento difficile che stanno vivendo e, anche se è difficile, cercare il perdono nei loro cuori per gli assassini dei loro cari, perché il perdono fortifica lo spirito..
Preghiamo che Dio possa perdonare questi giovani, che Dio possa perdonarli perché non sanno quello che fanno.
Preghiamo per le persone che per interessi personali manipolano questi giovani perché loro si sanno quello che fanno.

 

Abdallah Toubab Ji