Primo incontro con Cheikh Baba Sy

 

 

PRIMO INCONTRO CON LA GUIDA SPIRITUALE CHEIKH BABA SY

La Lode spetta ad ALLAH il Santo, il Re, il Prezioso Colui che accoglie il pentimento, il più Misericordioso fra tutti i misericordiosi, il più Generoso fra tutti i generosi, il Padrone del Giorno del Giudizio, il Signore dei Mondi, la Pace, il Clemente, l’Altissimo il Compassionevole, il Creatore del cielo e della terra e Muhammad  è il suo Inviato che ALLAH gli accordi Salvezza e Pace, a lui come alla sua Famiglia ai suoi Compagni e a tutte le persone pie che seguono i suoi passi cercando di imitarlo.

Che ALLAH ci preservi dalle tentazioni di Satana il maledetto, sempre!
AmenHo scritto questa storia per tutti i viandanti che approderanno in questo sito dedicato a nostro padre e guida sul sentiero della conoscenza CHEIKH BABA SY che ALLAH l’Altissimo nostro Creatore sia soddisfatto di lui, per essere utile a loro, a questa comunità e contemporaneamente sperando nel consenso di ALLAH al quale domando aiuto, che mi dia la forza, la capacità e mi suggerisca le parole giuste.

Oh tu che leggi questa storia non pensare che quest’atto sia dovuto solo al caso spero che tu possa trarne profitto che ALLAH ti benedica, ti protegga, che il saluto e la pace siano su di te e che l’armonia regni sempre nel tuo cuore.

Il primo segnale

Circa dieci anni fa conobbi un ragazzo senegalese, Lamin uno dei tanti che s’incontrano nelle strade delle nostre città e lui un giorno mi disse: “Sai Pa (perché è così che mi chiama)” io penso che sia Dio che ci ha fatto incontrare.

In un primo momento non diedi molta importanza a questa frase che  rimase comunque incisa nella mia mente e mi ritrovai sempre più spesso a riflettere sulla possibilità che forse quello che Lamin aveva detto poteva essere vero, cioè che realmente quell’incontro era dettato da un volere divino, certo per me che a quel tempo non ero un praticante e frequentavo  i luoghi di culto non per pregare ma unicamente per ammirare le opere d’arte che custodiscono al loro interno o per ascoltare il rumore del silenzio che è tipico dei luoghi di preghiera.
Mi chiedevo, se la risposta fosse stata si, quale era allora lo scopo di quell’incontro voluto da Dio, perché Dio aveva preso due uomini così lontani  e diversi uno dall’altro e li aveva fatti incontrare?
Non passò molto tempo e capii che Dio ha infiniti modi per chiamare a se chi Egli vuole, come si dice “Le strade che conducono a Dio sono infinite“ nel mio caso è successo così.

Il primo passo.

In un momento molto triste della mia vita, preso dalla disperazione ricordandomi di queste parole mi rivolsi con tutto il cuore a Dio (che sia sempre lodato) pregandolo di darmi aiuto, a distanza di tempo posso dire che Lui il più Generoso fra tutti i generosi ha ascoltato la mia preghiera, afferrandomi per mano mi ha guidato prima verso la religione suggerendomi la lettura dei testi sacri “La Bibbia, i Vangeli e il Corano“ leggendo i quali mi sono reso conto che in questi testi non ce contraddizione ma solo continuità, testimonianza del fatto che Dio è Unico e nella Sua infinita Misericordia nelle differenti epoche della storia umana, nelle diverse lingue tipiche di queste epoche e attraverso i tanti profeti vissuti e tuttora viventi, ha voluto a più riprese informare l’uomo della sua vera natura sul perché della sua esistenza e sul suo destino finale, poi facendomi capire l’importanza e la potenza della preghiera ed infine facendomi incontrare CHEIKH BABA SY il Sant’Uomo che mi ha iniziato al Sufismo e alla scienza chiamata Mari’fa che racchiude in se la vera conoscenza dell’inizio e della fine, del visibile e dell’invisibile.

Secondo passo

Sempre per il volere di Dio (che sia sempre lodato) mi sono avvicinato all’Islam praticando i suoi principi per circa due anni prima ancora di aver pronunciato la Shahada che è la confessione di fede di tutti i musulmani “LA ILAHA ILLA ALLAH MUHAMMADAN RASUL ALLAH“ che significa “Non vi è dio che Allah e Muhammad è il Suo messaggero “. Islam in arabo significa “ Pace e sottomissione“ posso capire che questo secondo termine può suonare duro ai nostri orecchi ma qui la parola “sottomissione“ deve essere interpretata come accettazione del decreto di Dio (che sia sempre lodato).

Il viaggio in Africa e l’incontro con CHEIKH BABA SY

Devo dire che fin dalla mia giovinezza ho sempre desiderato intraprendere un viaggio in Africa questo continente che nel mio immaginario d’uomo occidentale ha sempre avuto un misterioso richiamo profondo. Il mio desiderio, si è reso concreto nel momento in cui Lamin invitò me e mio figlio a recarci in Senegal per una visita alla sua famiglia che risiede a Dakar.
Ora accadde che proprio all’ultimo momento pochi giorni prima della partenza dopo che oramai erano stati fatti tutti i preparativi per il viaggio Lamin mi telefonò per dirmi che si scusava con noi ma che lui non sarebbe potuto partire.
Ora Dio volle farmi incontrare un altro senegalese, Amadì Konate al quale raccontai la storia e gli dissi che molto probabilmente e con molto dispiacere anche da parte di mio figlio avremmo dovuto rinunciare alla partenza lui rispose di non preoccuparmi e con un giro di telefonate organizzò sia il nostro arrivo a Dakar che il soggiorno presso la sua famiglia nel Kaolack, una regione a sud del Senegal, fu così che dopo pochi giorni partimmo per questo viaggio che sarebbe durato un mese.
Arrivammo a Dakar alle due di notte, inutile cercare di spiegare a parole le sensazioni che provai al mio arrivo all’aeroporto lì, come promesso da Amadì, trovammo ad attenderci una persona che ci portò in un hotel fuori di Dakar dove passammo la prima notte. Il giorno dopo facemmo un giro in città e la sera stessa partimmo per raggiungere il Kaolack e dopo un viaggio di circa cinque ore per fare 160 Km. sempre intorno alle due di notte arrivammo ad una di quelle stazioni sperdute nel nulla che sono il punto di partenza e arrivo dei vari mezzi di trasporto senegalesi e che sono disseminate in tutto il paese.
Come ho detto era notte quando arrivammo e quando scendemmo dal sette posti (così è chiamato il mezzo che utilizzammo per il fatto che può trasportare solo sette persone) in quel luogo illuminato da pochissime luci oltre le quali c’era il buio totale guardandomi intorno mi resi conto di essere, insieme a mio figlio, il solo uomo di pelle bianca e per la prima volta in vita mia ho sentito il peso del colore della mia pelle mi sono sentito messo in risalto, evidenziato, indicato, rivelato e nudo senza un posto dove nascondermi e ho capito che da quel momento in poi poteva succedere di tutto.
Dopo pochi minuti d’attesa che a me sembrarono un’eternità ci vennero incontro due ragazzi che gentilmente si presentarono come Mbay e Issa ci dissero di essere i fratelli d’Amadi e di seguirli. In macchina arrivammo alla loro casa e nonostante l’ora tarda trovammo tutta la famiglia, vale a dire circa una trentina di persone tra fratelli, sorelle, nipoti, mamme, zie e zii ad aspettarci nel cortile,  luce elettrica non c’era e il posto era illuminato dalla luna piena e tutta la serie di colori dei vestiti tradizionali, i profumi, i vocii in lingue a me incomprensibili invasero la mia mente, tra sorrisi abbracci e strette di mano facemmo le reciproche presentazioni in quel momento tutte le mie preoccupazioni svanirono mi sentii come a casa mia guardai mio figlio e lessi nel suo volto la mia stessa sensazione eravamo entrambi felici di essere arrivati finalmente a destinazione, dopodiché fummo accompagnati in un hotel dove era stata prenotata una stanza per noi e li trascorremmo la notte. Dopo una settimana passata all’hotel da dove uscivamo la mattina per farvi ritorno la sera fummo invitati a restare in casa e così fu preparata una stanza solo per noi.
Durante la prima settimana molte persone sia parenti che semplici vicini di casa vennero a renderci visita per conoscerci, così ebbi modo di conoscere i tanti membri della famiglia che si dimostrarono tutti molto gentili, ospitali e contenti di fare la nostra conoscenza.
Durante la seconda settimana fu organizzata una festa per il fidanzamento di due membri della famiglia, Djibril e Mama “ Talibè o Discepoli “ di CHEIKH BABA SY fu quella l’occasione in cui lo vidi per la prima volta.
Quel giorno molti Talibè erano presenti e per ore intonarono canti religiosi, per me questi canti furono un richiamo irresistibile e così anche io mi sedetti e cantai insieme con loro.
Qualche giorno dopo Djibril mi disse che CHEIKH BABA SY voleva conoscermi e invitava me e mio figlio ad una visita in casa sua.
Arrivammo a casa sua accompagnati da Issa (Gesù) CHEIKH BABA SY era seduto a terra sul suo tappeto e vicino a lui era seduto Djibril (Gabriele) che traduceva in francese quello che CHEIKH BABA SY diceva in Wolof la lingua più utilizzata in Senegal, dopo le presentazioni mi chiese se avevo domande da rivolgergli, devo dire che rimasi meravigliato da questo tipo d’approccio per me inconsueto, non solo, non mi aspettavo una simile domanda, ma questo presupponeva da parte sua di possedere la risposta a tutte le infinite domande che un uomo può rivolgere ad un altro uomo, questa mia perplessità era dovuta al fatto che ignoravo cosa fosse una GUIDA SPIRITUALE.
La prima impressione che ebbi di quest’uomo dai modi gentili fu che tutto il suo essere sprigionava una tranquillità interiore che trasmetteva a tutti i presenti e intuivo che possedeva conoscenze a me ignote, quando parlava la sua voce era calma, sicura e consapevole di dire delle verità indiscutibili, notai anche che mentre parlava non mi rivolgeva mai lo sguardo, certo non potevo immaginare che da lì a qualche anno sarebbe diventato il mio maestro e guida e che quest’incontro avrebbe cambiato la mia vita. Nelle settimane che seguirono ci furono altri incontri dove l’argomento principale fu Dio (che sia sempre lodato) e senza che io ne fossi cosciente CHEIKH BABA SY aveva già iniziato a guidarmi sul sentiero che conduce alla conoscenza, in me si rafforzava sempre di più la convinzione che quel viaggio e l’incontro con lui era il frutto della volontà che è al disopra di tutte le volontà individuali.
Il tempo passò in fretta e arrivò il giorno di partire, nel nostro ultimo incontro CHEIKH BABA SY ci benedì e mi diede delle preghiere da recitare ogni giorno al mio ritorno in Italia, ricordo che in quel giorno le mamme piansero ed io nascosi la mia commozione ci lasciammo da quella meravigliosa famiglia che nella sua semplicità ci aveva dimostrato tanto amore con un arrivederci a presto.
Negli ultimi cinque anni sono stato altre due volte in Senegal e l’ultima volta sono stato ospite nella casa che è contemporaneamente  la “Dara o scuola” dove CHEIKH BABA SY elargisce le sue conoscenze a tutti quelli che desiderano il sapere indipendentemente dalla loro razza e dal loro credo religioso, sono entrato a far parte della confraternita Tidjani ricevendo le preghiere che noi recitiamo giornalmente, ho avuto modo di conoscere gli altri Talibè miei fratelli, nel frattempo sono stato iniziato al Sufismo e alla Mari’fa la scienza che ci permette di conoscere la verità vera del nostro essere e del nostro vivere CHEIKH BABA SY che Dio lo benedica è diventato la mia guida spirituale.
Per tutti questi doni e per infiniti altri doni ricevuti, ringrazio Dio dicendo Alhamdulilla e che Dio ci protegga da tutti i mali e ci guidi sempre sulla retta via.

Amen

 

Abdallah Toubab Ji