Psicologia e Maarifa

 

 

PSICOLOGIA e MA’RIFAH

Dio è il Creatore dei cieli e della terra e di tutto quello che c’è tra loro, di questa creazione niente ci appartiene ma tutto ci è stato dato con un tempo stabilito. Per tutti questi doni noi diciamo:

“Al Hamdoulillah”

Premessa

Questo mondo è governato da due sentimenti dominanti il primo è l’amore, il secondo è la paura. L’amore è il sentimento che ha dato origine alla creazione Divina, il sentimento che spinge l’uomo alla santità che significa agire rettamente ed essere sempre sulla retta via, spinge l’uomo alla generosità, alla fratellanza, alla tolleranza, al rispetto, all’aiuto reciproco al perdono che libera l’anima e scioglie i nodi della paura, il sentimento che esorta l’uomo all’altruismo, alla condivisione, alla solidarietà, all’umiltà che consente all’uomo di vivere in pace con se stesso e con il suo prossimo.
La paura è il sentimento che trascina l’uomo a chiudersi in se stesso, nell’orgoglio, nell’egoismo, nell’odio, nell’ipocrisia, nella maldicenza, spingendolo a ogni sorta di cattive azioni come la guerra, il crimine, la lussuria, l’ira facendolo vivere nelle tenebre.
Quindi siamo noi che decidiamo, a seconda di quello che facciamo a ogni istante della nostra vita, di vivere chiusi nella paura o in pace e liberi nell’amore.

Lo scopo di quest’articolo, è quello di confrontare la Psicologia praticata dagli Psicologi o Psicoterapeuti e la Marifa praticata dagli Arafina Billahy come attività che danno all’uomo la possibilità di conoscere se stesso, senza però avere la presunzione di giudicare quale delle due scienze sia la migliore o la più atta a risolvere i problemi che affliggono l’umanità, ma lasciando al lettore il compito di valutare.
Noi vogliamo anche dire che la Psicologia creata dall’uomo per un bene comune merita comunque tutto il nostro rispetto.

Psicologia e Ma’rifàh

Iniziamo dunque con il definire le due discipline e chiarire le differenze senza però approfondire troppo la ricerca perché questo richiederebbe molto più spazio e tempo e non è questo il nostro fine.

Il termine Psicologia deriva dal greco “Psyché” (Spirito, Anima) e “Logos” (discorso, studio).

La Psicologia, inizia dunque come “Lo studio dello Spirito o dell’Anima”.
Essa nasce quindi con lo scopo di dare risposte alle grandi domande esistenziali che l’uomo si pone fin dagli inizi del suo essere uomo senza però trovare risposte, domande poste da filosofi come Aristotele, Plutarco o Socrate solo per citare i più famosi.
Con il passare del tempo la Psicologia da “Studio dell’Essenza dell’Anima” s’è trasformata in scienza a se stante ponendosi come scopo lo “Studio della mente” e cioè la percezione che l’uomo ha del mondo, le sue emozioni, la sua facoltà di ricordare (memoria), la sua capacità razionale (logica), la sua facoltà intellettiva (intelligenza), la sua abilità di apprendimento ecc.
La Psicologia è quindi una scienza basata su dei concetti che studiano quella parte della realtà che comunemente chiamiamo mente e si fonda su ciò che gli Psicologi (o Psicoterapeuti) dicono o scrivono circa la mente basandosi sulla sperimentazione di teorie applicate sull’uomo.
La Psicologia è la scienza che studia la psiche umana allo scopo di definire la personalità di un individuo e capire il perché del suo comportamento cercando di migliorarlo.
La Psicologia ha trovato il suo ambiente naturale nelle società moderne, le società dei consumi, le società occidentali, società frenetiche dove l’uomo soffre di ansia, depressione, fobie che non gli permettono di riflettere e non sapendo dove rifugiarsi per sfuggire ai suoi problemi cerca riparo in questa pratica.
Questa scienza però nella maggior parte dei casi non rende il paziente libero e autosufficiente capace di gestire la sua vita con serenità e distacco ma dipendente.

Le paure dell’uomo sono molteplici, come quella del diverso, del buio, degli insetti, dei virus, delle malattie, l’uomo a paura d’aver paura, ma la paura più grande per l’essere umano è quella della morte, dell’ignoto, di quello che lo aspetta dopo il breve passaggio su questa terra, egli preso com’è dal risolvere i suoi problemi quotidiani non si ferma mai a riflettere sul fatto che la sua stessa vita dipende dalla morte di altri esseri viventi, di cui lui stesso si nutre e quando la vita vuole nutrirsi della sua di morte, egli non può accettarlo.
Questa paura è dovuta all’importanza che l’uomo dà al mondo materiale che è quello dei desideri trascurando quello spirituale che è il mondo della conoscenza.

La Psicologia occupandosi della mente che è direttamente legata al corpo non è la cura adatta a risvegliare l’entità che si trova nel profondo di ogni essere umano così da fargli conoscere la sua vera natura.

In questi ultimi decenni però, con l’arrivo in occidente delle filosofie orientali come ad esempio lo Yoga, lo Zen, il Qi Gong ed altre discipline, sono nate nuove forme di psicologia proiettate più verso lo spirito che allo studio mentale e quindi forse più adatte allo scopo.

Sull’origine del termine Maarifa si sa ben poco essendo essa una scienza molto antica considerata da molti come la scienza madre cioè quella che ha dato origine a tutte le altre scienze, quindi possiamo dire che è nata con l’uomo stesso, o nel momento in cui la ragione si è incarnata nell’uomo.

La Maarifa è una pratica poco conosciuta in occidente questo perché gli Arafina Billahi che abitano nelle grandi aree metropolitane vivono in gruppi comunitari molto ristretti o in isolamento essendo la solitudine una delle caratteristiche di questa scienza.
La Maarifa a differenza della Psicologia non s’interessa della mente che è strettamente legata al corpo, ma dell’anima che è un’entità indipendente dal corpo, l’uomo vive come addormentato in un sonno profondo, l’Arafina Billahy con delle pratiche precise cerca di risvegliarlo dal suo letargo.
La Maarifà indica all’uomo il sentiero che conduce a se stesso con il fine di conoscersi per quello che è veramente sbarazzandosi del velo che oscura la sua anima ed essere finalmente libero.
La Maarifa afferma che l’uomo è composto di due entità quella fisica (il visibile) e quella spirituale (l’invisibile) e suggerisce l’allontanamento da quella fisica che rappresenta il mondo dei desideri per dedicarsi a quella spirituale così da saper riconoscere la realtà vera da quella illusoria.
La Maarifa insegna al suo adepto che come il corpo, l’anima ha le sue esigenze, come il corpo deve essere nutrita, vestita, lavata purificata ma questo naturalmente, non con il materiale che comunemente si utilizza per il corpo.
La Maarifa mira a migliorare il comportamento umano e a rendersi utili nella comunità in cui si vive, la sua pratica elimina la paura che è la causa di tutte le sofferenze umane.
La Maarifa dice che l’uomo ha un vuoto dentro di se che è come una grande sete che lui non riesce mai a soddisfare, l’uomo cerca di riempire questo vuoto con dei beni materiali ma come riesce ad appagare un suo desiderio, subito inizia a desiderare altro e questo si ripete all’infinito creandogli disagio e malessere.
La Maarifa paragona la vita a un treno con una meta, uno scopo, l’uomo è dentro questo treno ma durante il viaggio è talmente affascinato dalla bellezza del treno che dimentica completamente la meta e il perché della sua presenza su quel treno, il tempo passa senza che lui se ne accorga e arrivato al capolinea, preso dal panico, si rifiuta di scendere, ma tutti sappiamo che questo non è possibile perché una volta arrivati a destinazione siamo obbligati a scendere.
La Maarifa è quindi una scienza che attraverso l’insegnamento e la pratica rende l’uomo autosufficiente, capace di riflettere e gestire la sua vita in ogni situazione con serenità e distacco liberandolo dalla paura che lo affligge.
La Maarifa non è una religione, una filosofia, ma è una scelta di vita alla portata di tutti possiamo definirla come una pratica laico universale perché può essere praticata da tutti gli esseri umani indipendentemente dalla loro razza, stato sociale, ideologia o religione.

Noi Arafina Billahy ci poniamo questa domanda: “Lo Psicologo che analizza la mente altrui non può esimersi d’analizzare anche la propria ma quest’auto analisi non potrà essere veramente obiettiva perché come lo stesso Psicologo ci insegna “La mente è tale perché mente” e quando questa gli creerà dei problemi lui a chi si rivolgerà per risolverli?
Se la risposta è da un altro Psicologo a chi si rivolgerà quest’ultimo quando a sua volta sarà la sua di mente a creargli problemi forse ad un altro Psicologo ancora creando così una linea retta (paziente guida, paziente guida, paziente…….) senza fine, questa è la prova della dipendenza.

La Maarifa non si dedica all’analisi mentale ma alla conquista spirituale che va direttamente alla radice del problema rendendo l’adepto autosufficiente, un essere indipendente, libero e in pace con se stesso e con il mondo, l’Arafina Billahy lo guida in uno spazio, dove l’inizio e la fine, il razionale e l’irrazionale, il materiale e lo spirituale, il visibile e l’invisibile, l’annunciato e l’annunciatore si annullano e allo stesso tempo si completano creando così un Cerchio che la Maarifa definisce Divino.

Domanda:

“Come può un cieco guidare un altro cieco, prima o dopo non finiranno i due per cadere in un buco?”.

 

Abdallah Toubab Ji